Cassazione Penale, Sentenza n. 22925/2026 del 22/06/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Urgese ha impugnato la conferma della condanna per concorso in truffa aggravata ai danni dell'INPS sostenendo che la sentenza d'appello non ha risposto alle specifiche deduzioni difensive: ricostruzione incerta dei fatti nella loro dimensione oggettiva e soggettiva; il presunto collegamento con i beneficiari delle erogazioni si fonda su elementi meramente congetturali (es. comune residenza a Brindisi) mentre il coimputato Campo risultava anch'egli collegato alla città per ragioni professionali; contraddittorietà e inattendibilità delle dichiarazioni dei lavoratori coinvolti e, al contrario, ingiustificata attendibilità delle dichiarazioni del coimputato Campo che scaricava responsabilità su Urgese; possibile inversione cronologica delle assunzioni fra Mica Srl e City Shop Srl con conseguente errore nell'individuazione dei beneficiari dell'azione fraudolenta.
La decisione
La Corte suprema ha ritenuto il ricorso fondato per carenza motivazionale dell'impugnata sentenza d'appello: la decisione non ha esaminato adeguatamente le censure difensive e non ha compiutamente ricostruito la fattispecie concreta e la sua cronologia, risultando insufficiente la valutazione del contributo causale attribuito al professionista. Per tali ragioni la sentenza impugnata è annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Bari.
Norme richiamate
Regola la responsabilità per concorso nel reato; la decisione richiede che, prima di attribuire il concorso, sia adeguatamente accertata e motivata la fattispecie materiale su cui si sarebbe innestato il contributo dell'imputato
Norma che incrimina le frodi ai danni degli enti previdenziali; nella vicenda il fatto addebitato riguarda la simulazione di dimissioni e riassunzioni per eludere oneri previdenziali e indennità
art. 611, comma 1, cod. proc. pen.
Prevede la trattazione scritta; menzionata nel procedimento ma non sostitutiva dell'obbligo motivazionale sostanziale che la Corte di legittimità ha ritenuto invece carente
Massime di principio
- La responsabilità per concorso (art. 110) non può fondarsi su mere congetture o su collegamenti deboli (es. comune residenza): il giudice deve motivare in modo puntuale il nesso causale e la partecipazione effettiva al progetto criminoso
- Se esistono contraddizioni o incertezze nella ricostruzione cronologica dei fatti (per es. ordine delle assunzioni), il giudice deve esaminarle e risolverle espressamente perché incidono sull'individuazione dei beneficiari e delle responsabilità
- La valutazione della attendibilità delle dichiarazioni (lavoratori, coimputati) richiede valutazione motivata: non è ammissibile attribuire credibilità a dichiarazioni che scaricano responsabilità senza esaminare le ragioni di tale versione
- Carente motivazione sulle questioni fattuali e di prova è motivo di annullamento in Cassazione con rinvio: i giudici di merito devono rispondere alle censure difensive importanti e ricostruire compiutamente la vicenda prima di accertare responsabilità penale
- La mera indicazione di un contributo causale astratto non sostituisce l'obbligo di provare il ruolo concreto e gli atti specifici posti in essere dall'imputato nell'ambito del piano criminoso
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