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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28188/2026 del 24/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando così la condanna già pronunciata nei gradi di merito per il reato di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio in forma lieve. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio in forma lieve. Con un unico motivo ha dedotto violazione di legge per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo in sostanza che la condotta fosse di minima offensività. La Corte di cassazione ha rilevato che la censura riproponeva questioni già esaminate e disattese in appello e che, comunque, era manifestamente infondata perché la valutazione di tenuità richiede un apprezzamento complessivo delle circostanze concrete, rimesso al giudice di merito e censurabile solo per mancanza o manifesta illogicità della motivazione. Nel caso concreto, la Corte territoriale aveva escluso la particolare tenuità in ragione del numero di dosi detenute e del contesto del controllo, avvenuto in una zona nota come piazza di spaccio. È stato inoltre affermato che non occorre la disamina di tutti gli elementi dell'art. 133 c.p., essendo sufficiente l'indicazione di quelli ritenuti rilevanti.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma incriminatrice per la detenzione di stupefacenti a fini di spaccio in forma lieve; la condanna di merito è stata confermata.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessa e congiunta delle circostanze concrete, secondo i criteri dell'art. 133 c.p.; l'apprezzamento è rimesso al giudice di merito ed è sindacabile in cassazione solo per mancanza o manifesta illogicità della motivazione.

  • art. 133 c.p.

    È il parametro per il giudizio sulla tenuità dell'offesa; rilevano modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo e, dopo la riforma del 2022, anche la condotta susseguente al reato.

  • art. 1, comma 1, lett. c), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Ha modificato l'assetto valutativo dell'art. 131-bis c.p., imponendo di considerare anche la condotta successiva al reato.

  • art. 616 c.p.p.

    Base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle Ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non opera automaticamente in presenza di un reato di lieve entità: occorre una valutazione complessiva delle concrete modalità del fatto, del grado di colpevolezza e dell'offesa arrecata.
  • Il giudizio ex art. 131-bis c.p. è essenzialmente discrezionale e appartiene al giudice di merito; la Corte di cassazione interviene solo se la motivazione manchi o sia manifestamente illogica.
  • Ai fini della particolare tenuità non è necessario che il giudice analizzi puntualmente tutti i parametri dell'art. 133 c.p., essendo sufficiente che indichi quelli ritenuti decisivi nel caso concreto.
  • Dopo la riforma del 2022, nella valutazione della tenuità deve essere considerata anche la condotta susseguente al reato, ma la sua mancata autonoma confutazione non integra vizio se il giudice ha già espresso una motivazione sufficiente sugli elementi rilevanti.
  • In materia di stupefacenti, la quantità detenuta e il contesto concreto dell'azione possono legittimamente escludere la minima offensività e quindi il riconoscimento dell'art. 131-bis c.p.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiStupefacentiParte generaleProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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