Cassazione Penale, Ordinanza n. 17354/2026 del 13/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il giudice dell'esecuzione aveva rigettato la domanda di applicazione della disciplina della continuazione ex art. 81 c.p. tra i fatti definiti da tre diverse sentenze irrevocabili: una per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e altri reati contro il patrimonio, una per partecipazione ad associazione mafiosa, e una per reati contro il patrimonio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che la Corte di appello non avrebbe valutato correttamente che tutti i fatti si collocavano nel medesimo contesto criminale e che il collegamento emergerebbe dalle sentenze di merito, con conseguente unitarietà del disegno criminoso.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondate le doglianze. Ha confermato che, ai fini della continuazione tra reato associativo e reati fine, occorre che l'identità del disegno criminoso sia rintracciabile sin dalla commissione del primo reato, cioè almeno dal momento di ingresso nel sodalizio mafioso, e non è sufficiente la mera appartenenza dei fatti al medesimo contesto criminale. Poiché dal materiale esaminato non risultava una programmazione unitaria sin dall'inizio, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
la continuazione richiede l'unità del disegno criminoso, che deve essere desumibile sin dal momento rilevante della prima condotta e non solo dalla comune matrice criminale dei fatti
richiamato come titolo di uno dei reati oggetto di una delle sentenze da porre in continuazione
richiamato come titolo del reato associativo mafioso rispetto al quale si discuteva la continuazione con i reati fine
Massime di principio
- La continuazione tra partecipazione ad associazione mafiosa e reati-fine è configurabile solo se i reati-fine risultano programmati al momento in cui l'agente decide di entrare nel sodalizio, o comunque sin dal momento iniziale rilevante del suo inserimento nell'associazione.
- Non basta che i reati siano riconducibili al medesimo contesto criminale o alla stessa area di illegalità: serve la prova di una rappresentazione unitaria e preventiva delle diverse condotte.
- In sede di legittimità non è consentito sollecitare una mera diversa lettura del compendio motivazionale e probatorio se il provvedimento impugnato è adeguatamente motivato.
- La mera allegazione di un collegamento fattuale o ambientale tra reati diversi non soddisfa il requisito dell'identità del disegno criminoso richiesto dall'art. 81 c.p.
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