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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10987/2026 del 23/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte d'appello di Catanzaro, quale giudice dell'esecuzione, aveva rigettato l'istanza di applicazione della disciplina del reato continuato tra i fatti oggetto di due diverse sentenze di condanna. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo l'erronea esclusione del vincolo della continuazione. Secondo il testo, i fatti ricompresi nell'istanza erano: estorsione, danneggiamento e deturpamento di cose altrui aggravati dal metodo mafioso, da un lato, e tentata estorsione e lesioni, dall'altro. La Corte di cassazione ha ritenuto le censure manifestamente infondate, osservando che non vi erano elementi dai quali desumere che, sin dalla consumazione dei primi reati, l'imputato avesse programmato anche i successivi, trattandosi di condotte distanti dieci anni e collocate in contesti diversi, tali da far ritenere autonome risoluzioni criminose. Inoltre, le doglianze erano generiche e miravano a ottenere una diversa lettura del compendio probatorio, non consentita in sede di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo manifestamente infondate le censure sulla mancata applicazione della continuazione ex art. 81 c.p. Ha quindi confermato il provvedimento del giudice dell'esecuzione che aveva negato il vincolo continuativo tra i reati delle due sentenze. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisando elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    art. 81, secondo comma, cod. pen.

    la continuazione richiede una programmazione almeno nelle linee generali dei reati successivi sin dalla consumazione dei primi; la mera distanza temporale e il diverso contesto dei fatti possono escludere il vincolo

  • art. 81 cod. pen.

    norma invocata in sede esecutiva per ottenere l'applicazione del reato continuato tra più sentenze di condanna

  • art. 616 c.p.p.

    la dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, in assenza di elementi per escludere la colpa, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • In sede di esecuzione, il vincolo della continuazione tra reati già giudicati richiede che emerga una programmazione unitaria, almeno nelle linee generali, sin dal primo episodio criminoso.
  • La notevole distanza temporale tra i reati e la diversità dei contesti fattuali sono elementi che possono deporre per l'autonomia delle singole risoluzioni criminose e ostare al riconoscimento della continuazione.
  • Il controllo di legittimità non consente di sovrapporre una diversa lettura del compendio probatorio a quella non illogica del giudice dell'esecuzione.
  • Le censure generiche o meramente alternative rispetto alla valutazione del giudice di merito sono inammissibili in cassazione quando non evidenziano un vero vizio di legge o di motivazione nei limiti consentiti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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