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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13792/2026 del 16/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado per detenzione e cessione di stupefacenti a fini di spaccio. Ha dedotto, da un lato, violazione di legge e vizio di motivazione nella valutazione di attendibilità di due testi/acquirenti, sostenendo che la Corte territoriale avesse valorizzato le loro dichiarazioni rese nella fase predibattimentale nonostante il contrasto con quanto riferito in dibattimento; dall'altro, vizio di motivazione sulla recidiva, ritenuta in assenza di adeguata giustificazione. Il ricorso mirava sostanzialmente a ottenere una diversa lettura del compendio probatorio e l'esclusione della recidiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché volto a sollecitare una rivalutazione del merito e non a denunciare specifici travisamenti della prova; ha inoltre osservato che, nel rito abbreviato, le dichiarazioni predibattimentali possono costituire anche prova esclusiva e determinante, senza necessità di riscontri esterni ex art. 192, comma 3, c.p.p., se la loro attendibilità intrinseca è vagliata correttamente. Quanto alla recidiva, ha giudicato la motivazione della Corte territoriale congrua e adeguata, avendo valorizzato i precedenti specifici e la perseveranza criminosa dell'imputato. Conseguentemente, oltre alle spese processuali, è stata applicata la sanzione pecuniaria prevista per l'inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990

    Norma incriminatrice posta a base della condanna per il reato di detenzione/cessione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio.

  • art. 192, comma 3, c.p.p.

    I riscontri esterni non sono richiesti quando, nel rito abbreviato, le dichiarazioni predibattimentali siano ritenute intrinsecamente attendibili all'esito del vaglio giudiziale.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, alla condanna alle spese segue quella al pagamento della sanzione pecuniaria, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentito sollecitare una mera rivalutazione del compendio probatorio o una diversa lettura delle prove, salvo che il ricorrente indichi specifici travisamenti delle emergenze processuali.
  • Il giudizio di attendibilità dei testimoni è apprezzamento di merito e non è censurabile in cassazione se la motivazione è congrua, coerente e non presenta manifeste contraddizioni o ricostruzioni congetturali prive di plausibilità.
  • Nel rito abbreviato le dichiarazioni rese nella fase predibattimentale possono essere poste da sole a fondamento dell'affermazione di responsabilità, purché la loro attendibilità intrinseca sia positivamente motivata; in tale ipotesi non è necessaria la ricerca di riscontri esterni ex art. 192, comma 3, c.p.p.
  • La recidiva può essere legittimamente applicata quando il giudice motivi sull'idoneità della nuova condotta, anche in ragione delle modalità esecutive, a rivelare una maggiore capacità a delinquere, valorizzando i precedenti specifici e la persistenza nel comportamento criminoso.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta, salvo assenza di colpa nella sua proposizione, la condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 616 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioElemento soggettivoImpugnazioni
RamiStupefacentiParte generaleProcesso penale
IstitutiRecidivaOnere della prova

Testo integrale

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