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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43844/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'affermazione della penale responsabilità; la difesa contestava la valenza probatoria del riconoscimento fotografico effettuato da due testi (Grasso Francesco e Costa Grazia) e confermato dal teste di PG Russo, sostenendo che le fotografie non riportavano i segni particolari (dente rotto, labbro storto) descritti dalle persone offese e quindi l'identificazione sarebbe illogica e non convincente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancata specificità del motivo, ritenendo che esso riproponesse il medesimo motivo già esperito in appello e che la sentenza impugnata avesse fornito esaustiva motivazione circa il rigetto dell'appello. La Corte ha osservato che i segni particolari denunciati (denti mancanti e labbro storto) erano pacifici e propri dell'imputato, rendendo irrilevante il fatto che le fotografie non li mostrassero (potendosi tali connotati manifestare successivamente). Per tali ragioni il ricorso è stato respinto, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen. (n.2)

    La circostanza aggravante ricondotta all'art.625 n.2 era stata trattata in sede di merito; la Corte d'Appello aveva riconosciuto le circostanze attenuanti generiche equivalenti all'aggravante contestata e disapplicata la recidiva. In Cassazione la norma è richiamata solo come riferimento alla fattispecie contestata.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limita la specificità e l'ampiezza dei motivi che possono essere dedotti in Cassazione; la Corte ha ritenuto il motivo carente di specificità e sostanzialmente riedizione di censure già definite in appello.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Autorizza l'obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende per ricorsi manifestamente infondati o inammissibili; la Corte ha quantificato tale somma in euro 3.000,00 in considerazione delle ragioni di inammissibilità.

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e non una mera riproposizione di questioni già adeguatamente decise in grado di merito; la genericità comporta l'inammissibilità.
  • La prova per riconoscimento fotografico può conservare valore probatorio anche se le fotografie non mostrano particolari connotati che possono essere comparsi in momento successivo: è necessario valutare la coerenza complessiva delle dichiarazioni delle vittime e dei testimoni.
  • Il giudizio sulla attendibilità del riconoscimento è rimesso al giudice di merito; la Cassazione non accoglie censure che si limitino a rimarcare divergenze valutative senza individuare errore di diritto o vizio logico di motivazione.
  • Chi propone ricorso in Cassazione deve evidenziare punti di diritto chiari o vizi motivazionali specifici; l'assenza di ciò può comportare, oltre al rigetto, l'imposizione delle spese processuali e somme alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Se vi sono «segni particolari» dichiarati dalle persone offese, la loro esistenza pacifica può compensare carenze fotografiche: la difesa dovrebbe dimostrare concretamente l'impossibilità di identificazione, non limitarsi a sottolineare differenze formali nelle immagini.

Testo integrale

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