Cassazione Civile, Ordinanza n. 09977/2023 del 14/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (privato)
La controversia
La controversia riguardava un'azione di negatoria servitutis proposta dalla proprietaria di alcuni terreni siti in Lipari, località Vulcanello, per ottenere l'inibizione del passaggio dell'altra parte sulle particelle indicate in causa. Il tribunale aveva accolto la domanda; la corte d'appello aveva rigettato l'impugnazione dell'odierno ricorrente, ritenendo, sulla base dei titoli, che l'area non fosse stata acquistata dai convenuti e che non fosse maturata usucapione, poiché l'eventuale disponibilità dell'area in forza di un contratto preliminare integrava mera detenzione e non possesso. In cassazione il ricorrente ha proposto un ricorso molto confuso e promiscuo, sostenendo in sostanza che la corte territoriale avrebbe ignorato la domanda di negatoria servitutis, avrebbe errato nel negare l'usucapione e avrebbe erroneamente ravvisato un giudicato derivante da una precedente sentenza del Pretore di Lipari. La resistente ha depositato controricorso e ha chiesto anche la condanna del ricorrente per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso strutturalmente inammissibile perché non articolato in motivi specifici e tassativi riconducibili alle ipotesi dell'art. 360 c.p.c., ma formulato in modo generico, confuso e diretto a un improprio riesame del merito. Ha inoltre escluso i presupposti per una condanna per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., ritenendo mancante l'allegazione specifica del danno. La ricorrente è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
il ricorso per cassazione è giudizio a critica vincolata: i motivi devono essere specifici, tassativi e immediatamente riconducibili a una delle ipotesi legali di impugnazione; è inammissibile la critica generica e promiscua della sentenza di merito.
lo scrutinio di inammissibilità va compiuto con riferimento a ciascun motivo e al momento della decisione; quando il ricorso è inconsistente la Corte può dichiararne l'inammissibilità senza un'ulteriore compiuta adesione al precedente orientamento.
per la condanna per responsabilità aggravata, su istanza di parte, è necessario che il danno sia allegato e specificato; la mera richiesta non basta, anche se la liquidazione può essere equitativa.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002
in caso di inammissibilità del ricorso, ricorrono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.
la declaratoria di inammissibilità può rilevare ai fini dell'impugnazione incidentale tardiva nei limiti previsti dalla norma.
richiamato in relazione alla funzione di filtro e alla rapida delibazione dei ricorsi inconsistente, in coerenza con la logica dell'inammissibilità.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione il motivo di ricorso deve essere formulato con precisione tecnica e deve denunciare un vizio rientrante in modo chiaro in una delle categorie dell'art. 360 c.p.c.; la censura che si risolva in una rilettura globale del merito è inammissibile.
- È inammissibile il ricorso che presenti doglianze confuse, promiscue e non autosufficienti, prive di un chiaro aggancio alle specifiche argomentazioni della sentenza impugnata.
- Chi invoca la responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. deve allegare in modo concreto il danno subito e la sua consistenza; la liquidazione può essere equitativa, ma non sostituisce l'onere di allegazione.
- La disponibilità di un bene in forza di un contratto preliminare non integra, di regola, possesso utile ad usucapire, ma mera detenzione fino alla stipula del definitivo.
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