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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33334/2023 del 28/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava la violazione di legge per omessa valutazione, da parte della Corte di appello, delle censure formulate dal difensore di fiducia (avv. Vitaliano D'Abronzo) nell'atto di appello del 09/11/2020: chiedeva l'assoluzione per mancanza dell'elemento soggettivo, la riqualificazione del fatto in contravvenzione ex art. 712 c.p. e la determinazione della pena nel minimo edittale. La Corte di appello aveva invece esaminato solo i motivi proposti dal difensore d'ufficio (avv. Giovanna Iodice), omettendo ogni pronuncia sulle doglianze del difensore di fiducia

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso perché l'appello non ha preso in esame le doglianze validamente proposte dal difensore di fiducia. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione: la prescrizione è ritenuta intervenuta il 25/01/2022, anteriormente alla pronuncia d'appello del 09/09/2022, in ragione di due eventi interruttivi (anni due) e di sospensioni degli termini imputabili a differimenti d'udienza complessivamente pari a anni uno e giorni dodici

Norme richiamate

  • art. 62 n. 6 cod. pen.

    Circostanza attenuante riconosciuta dalla Corte di appello nella parziale riforma della sentenza di primo grado; utilizzata per rideterminare la pena

  • art. 712 cod. pen.

    Richiesta dalla difesa di riqualificazione del fatto nella fattispecie contravvenzionale; la Corte di appello non ha esaminato tale richiesta

  • art. 648, comma finale, cod. pen.

    Ipotesi invocata dal difensore d'ufficio in appello (diversa dalle censure del difensore di fiducia); la Corte di appello si è limitata ad esaminare le deduzioni del difensore d'ufficio

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020, convertito nella L. 176/2020

    Predisposto il contraddittorio scritto per il procedimento di cassazione; il procedimento è stato trattato in forma scritta non essendo stata richiesta la trattazione orale

  • art. 23-bis, comma 2, D.L. n. 137/2020, conv. L. n. 176/2020

    Richiamo delle difese nelle conclusioni scritte depositate in sede di contraddittorio scritto

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Norma che consente la nomina del difensore d'ufficio all'udienza; nel caso il difensore d'ufficio ha prodotto un atto di gravame distinto rispetto a quello del difensore di fiducia

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti nella enunciazione del motivo di ricorso osservati nella formulazione del motivo unico in cassazione

  • norme sulla prescrizione del reato

    La Corte ha calcolato la decorrenza e i prolungamenti del termine prescrizionale tenendo conto degli eventi interruttivi e delle sospensioni per differimenti d'udienza; ciò ha condotto all'accertamento dell'estinzione del reato per prescrizione antecedente alla sentenza di appello, giustificando l'annullamento senza rinvio

Massime di principio

  • Il giudice d'appello è obbligato a esaminare le censure valide e distintamente formulate dal difensore regolarmente nominato; l'omessa valutazione costituisce motivo di cassazione per violazione di legge
  • La presenza di un difensore d'ufficio nominato non esonera il giudice dall'esaminare le doglianze presentate dal difensore di fiducia regolarmente costituito
  • Le richieste di riqualificazione del fatto (es. da reato a contravvenzione) devono essere affrontate espressamente dal giudice di merito, pena l'annullamento della decisione
  • Nei calcoli prescrizionali vanno considerati sia gli eventi interruttivi sia le sospensioni derivanti da differimenti d'udienza; se la prescrizione è intervenuta anteriormente alla sentenza impugnata, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio per estinzione del reato
  • In procedimenti trattati con contraddittorio scritto ai sensi del d.l. 137/2020, è cruciale depositare e richiamare per tempo le conclusioni scritte; tuttavia, la modalità scritta non elimina l'obbligo del giudice di pronunciarsi su tutte le questioni sollevate
  • Per evitare l'annullamento per omessa valutazione, il difensore deve curare la chiarezza e la tempestività delle censure in appello e verificare che il tribunale le abbia effettivamente esaminate in motivazione

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