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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32954/2023 del 28/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma delle condanne per il trasporto di 21.730 kg di olio lubrificante accompagnato da documentazione ritenuta falsa. Tomarchio ha contestato la motivazione sulla falsità della destinazione apparente (Grecia), la mancanza dell'elemento soggettivo e l'assenza di prova della sua consapevolezza sulla qualità del carico; ha inoltre censurato la qualificazione del prodotto (imposta di consumo vs accisa), la mancata individuazione certa degli autori materiali e la mancata acquisizione di prove ai sensi dell'art. 507 c.p.p.. In subordine ha chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche per la sua collaborazione e il ruolo di mero dipendente. Esposito ha riproposto argomentazioni analoghe rilevando il suo ruolo di semplice passeggero, la collaborazione prestata e chiedendo il riconoscimento delle attenuanti generiche; ha inoltre lamentato la mancata devoluzione al giudice dell'esecuzione in merito alla revoca della sospensione condizionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale e della Corte d'appello, confermando la responsabilità degli imputati in relazione al capo B (trasporto di olio lubrificante soggetto ad imposta di consumo ai sensi del d.lgs. 504/1995) e la relativa dosimetria delle pene (Tomarchio: 1 anno e 35.000 euro di multa con benefici; Esposito: 1 anno e 8 mesi e 75.000 euro di multa con revoca di precedenti sospensioni condizionali). La Corte ha ritenuto l'insieme indiziario (duplicità di CMR con incongruenze, accertamenti sul destinatario apparente, contatti ripetuti con soggetto operante a Napoli, ingresso in Italia dalla Slovenia non coerente con la presunta destinazione ellenica) adeguato a fondare la responsabilità e ha escluso la necessità di ulteriori accertamenti ex art. 507 c.p.p. Ha confermato la legittimità della revoca della sospensione condizionale per Esposito ai sensi dell'art. 168 c.p. e ha rigettato le doglianze sulle attenuanti, ritenendo che non emergessero elementi idonei a ridurre ulteriormente le pene. Per l'inammissibilità ha anche disposto la condanna alle spese e il pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice penale

    art. 110 cod. pen.; art. 40, comma 1, lett. b) e art. 4

    Richiamate in relazione alla responsabilità concorrente e alla partecipazione al reato; la Corte ha ritenuto sussistente la responsabilità a fronte dell'insieme indiziario raccolto

  • D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504 (normativa sulle accise)

    art. 61, comma 4; art. 62

    Il prodotto trasportato (olio lubrificante) è stato qualificato come soggetto ad imposta di consumo ai sensi del d.lgs. 504/1995, giustificando l'imputazione e la relativa sanzione

  • Codice di procedura penale

    art. 507 c.p.p.; art. 616 c.p.p.

    Art. 507 c.p.p.: il mancato esercizio del potere istruttorio non richiede motivazione espressa se dalla valutazione delle risultanze risulta la superfluità dell'integrazione; Art. 616 c.p.p.: applicato per l'onere delle spese e per la sanzione pecuniaria a carico dei ricorrenti per l'inammissibilità

  • Codice penale (sospensione condizionale)

    art. 168, comma 1, n. 2 c.p.

    Il giudice della cognizione è facoltizzato a revocare la sospensione condizionale; la Corte ha ritenuto legittima la revoca operata in sede di cognizione

  • Costituzione

    Richiamati i principi di ragionevolezza della pena e della finalità rieducativa, che informano la valutazione sulla congruità della pena e sulle attenuanti

Massime di principio

  • Un quadro indiziario convergente (incongruenze documentali come duplici CMR con differenze, contatti ripetuti con soggetti terzi, anomalie nel percorso del mezzo) può autorizzare la statuizione di responsabilità anche in assenza di prova diretta del dolo specifico.
  • La qualificazione fiscale del bene (es. olio lubrificante come soggetto ad imposta di consumo ai sensi del d.lgs. 504/1995) incide sulla qualificazione del reato e sulla sanzione applicabile; le parti devono contestare specificamente tale qualificazione in modo fondato per contrastarla efficacemente.
  • Il ruolo formale dell'imputato (autista vs passeggero; dipendente) non esclude automaticamente la responsabilità: rilevano la condotta concreta, la funzione svolta durante il viaggio e i contatti/interlocuzioni che possono indicare consapevolezza.
  • La mancata attivazione dell'istruzione probatoria integrativa ex art. 507 c.p.p. non è di per sé vizio se dalle risultanze emerge che l'integrazione sarebbe stata superflua; il giudice deve comunque poter evincere la sufficienza del materiale probatorio.
  • Le circostanze attenuanti generiche richiedono elementi positivi e specifici da parte della difesa; la mera collaborazione formale o la qualifica di dipendente non garantiscono automaticamente il riconoscimento delle attenuanti.
  • La revoca della sospensione condizionale può essere disposta in sede di cognizione e la relativa impugnazione deve essere tempestivamente e correttamente devoluta se si intende contestarla in cassazione.
  • In sede di cassazione l'inammissibilità può essere dichiarata quando i motivi non si confrontano compiutamente con la motivazione dei giudici di merito o non contestano specificamente il riepilogo dei motivi d'appello operato dalla sentenza impugnata.

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