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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29115/2025 del 06/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda un'ordinanza della Corte di cassazione su due ricorsi proposti da due imputate contro una sentenza della Corte di appello di Napoli del 22 ottobre 2024. La prima ricorrente censurava la condanna per evasione ex art. 385 c.p., deducendo sostanzialmente che la motivazione della Corte di merito sarebbe stata insufficiente o erronea nel ritenere integrati gli elementi del reato, in particolare perché l'allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari non dovrebbe essere valutato in modo automatico. La seconda ricorrente contestava la valutazione sulla pertinenza della sostanza stupefacente, sostenendo che la Corte territoriale avesse errato nell'escluderne la riferibilità al marito, detenuto da oltre tre anni in carcere. La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo generico rispetto alla puntuale motivazione di appello, osservando che il giudice di merito si era uniformato all'orientamento consolidato secondo cui integra il reato di evasione qualsiasi allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione, irrilevanti la durata, la distanza o i motivi dell'allontanamento; ha inoltre rilevato che spettava alla difesa dimostrare la compatibilità dell'uscita con gli orari dei permessi, a fronte di una perquisizione in orario diverso. Quanto al secondo motivo, la Corte lo ha dichiarato inammissibile perché attinente a valutazioni di merito sulla riferibilità della sostanza stupefacente, non inficiate da evidenti vizi logici e non rivalutabili in sede di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. In conseguenza dell'inammissibilità, ha condannato le ricorrenti al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento della somma di euro 3000,00 in favore della Cassa delle ammende. La motivazione evidenzia che il ricorso sulla contestazione di evasione era generico e non si confrontava con la motivazione della Corte di appello, mentre il motivo sulla sostanza stupefacente mirava in sostanza a ottenere una rivalutazione del fatto, preclusa in sede di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 385 c.p.

    Integra il reato di evasione qualsiasi allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione; non rilevano durata dell'allontanamento, distanza dello spostamento o motivi soggettivi dell'uscita, se questa elude la vigilanza custodiale.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità il motivo di ricorso è inammissibile quando si risolve in una censura generica che non si confronta con la specifica motivazione della sentenza impugnata.
  • Ai fini del reato di evasione dagli arresti domiciliari, rileva ogni allontanamento non autorizzato dal luogo di detenzione domiciliare, indipendentemente dalla sua durata o dall'estensione dello spostamento.
  • La verifica della compatibilità dell'uscita con eventuali permessi o autorizzazioni incombe sulla difesa quando i fatti accertati consentano di escludere tale compatibilità.
  • Le valutazioni di merito sulla riferibilità di una sostanza stupefacente a un determinato soggetto non sono sindacabili in cassazione se sorrette da motivazione non manifestamente illogica.
  • La richiesta di una nuova valutazione del fatto o della prova è estranea al giudizio di legittimità, salvo il caso di evidenti vizi logici della motivazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniEvasioneSpaccio
RamiProcesso penaleReati contro l'amministrazione della giustiziaStupefacenti
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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