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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23412/2022 del 27/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

Una società che aveva gestito la fornitura idrica per un ente locale ha agito per ottenere il pagamento di somme asseritamente dovute per forniture d'acqua rese in un lungo periodo, proponendo in subordine anche domanda di indebito arricchimento. Il tribunale aveva accolto integralmente la domanda valorizzando un atto di regolazione del debito sottoscritto dal Comune; la corte d'appello ha invece rideterminato il credito in misura inferiore, sulla base delle risultanze istruttorie e delle consulenze tecniche. In cassazione la società ha denunciato nullità della sentenza per violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che la corte territoriale avrebbe mal valutato il materiale probatorio, le allegazioni statistiche ISTAT e le contestazioni del consulente di parte, aderendo acriticamente alla c.t.u. e utilizzando dati statistici ritenuti inconferenti rispetto alla fornitura idrica all'ingrosso oggetto di causa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura, formalmente costruita come violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e omesso esame di fatto decisivo, mirasse in realtà a contestare la valutazione delle prove e a ottenere un nuovo apprezzamento del merito, insistendo sul contrasto tra consulenza tecnica d'ufficio e consulenza di parte. La Corte ha ribadito che la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. è configurabile solo in ipotesi specifiche, non già per la mera erronea valutazione del materiale istruttorio, e che in sede di legittimità non è consentito un nuovo esame del compendio probatorio per privilegiare un'elaborazione tecnica rispetto all'altra. La ricorrente è stata inoltre condannata alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 115 c.p.c.

    La sua violazione non deriva dalla semplice contestazione dell'apprezzamento delle prove compiuto dal giudice di merito; ricorre solo se la decisione sia fondata su prove non dedotte dalle parti o al di fuori dei limiti legali, oppure su prove legali disattese o su elementi di prova considerati come piena prova senza valutazione critica.

  • art. 116 c.p.c.

    La sua violazione non coincide con l'erronea valutazione del materiale istruttorio; è configurabile solo quando il giudice attribuisca efficacia di prova legale a elementi che ne sono privi o viceversa disattenda prove legali secondo prudente apprezzamento.

  • art. 360 c.p.c., n. 4

    È stato invocato quale veicolo della dedotta nullità della sentenza per violazione delle regole di valutazione della prova, ma la censura è stata ritenuta inammissibile perché sostanzialmente diretta a un riesame del merito.

  • art. 360 c.p.c., n. 5

    È stato invocato per omesso esame di un fatto decisivo, ma la doglianza è stata giudicata inammissibile perché in realtà sollecitava una diversa valutazione delle risultanze istruttorie.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Indica la trattazione del ricorso in camera di consiglio nel rito camerale previsto per il giudizio di cassazione.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, conseguenza dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non è integrata dalla mera contestazione della valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito, ma solo da specifiche ipotesi di utilizzazione di prove non dedotte, di violazione delle regole legali di prova o di attribuzione indebita di efficacia di prova piena a elementi valutabili liberamente.
  • In sede di legittimità non è consentito trasformare il motivo di ricorso in una richiesta di nuovo esame del materiale istruttorio o di preferenza tra consulenze tecniche contrapposte.
  • Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo non può essere utilizzato per censurare, sotto veste formale, il merito della valutazione probatoria svolta dal giudice di appello.
  • Quando il ricorso si risolve nella sollecitazione di un diverso apprezzamento delle risultanze tecniche e documentali, esso è inammissibile perché estraneo al sindacato di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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