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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21908/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva ripristinato la custodia in carcere, lamentando vizio di motivazione in relazione agli artt. 274 e 275 c.p.p. e deducendo: la confessione come segno di resipiscenza (anche etero-accusatoria), la non attualità del pericolo di reiterazione dati precedenti penali risalenti oltre un decennio, la non idoneità di misure detentive estreme quando è possibile il ricorso agli arresti domiciliari con controllo elettronico (e la dimostrata osservanza delle prescrizioni durante il precedente periodo domiciliare), la prova della lecita provenienza del denaro rinvenuto e la situazione familiare (ricovero della moglie per parto) che renderebbe necessario lasciare il ricorrente agli arresti domiciliari per esigenze di cura dei minori.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e difetto di specificità, ritenendo che il ricorrente non abbia contestato efficacemente il profilo decisivo richiamato dall'ordinanza impugnata: la commissione del reato mentre Bartolone era sottoposto all'affidamento in prova ai servizi sociali, elemento sintomatico di spregiudicatezza e di pericolosità concreta. La Corte ha confermato la legittimità della valutazione prognostica del Tribunale del riesame (che non richiede l'indicazione di una specifica occasione per delinquere) e ha ritenuto non provata l'assoluta impossibilità di cura dei minori. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione non richiede la previsione di una specifica occasione per delinquere, ma una valutazione prognostica fondata su elementi concreti; la Corte condivide la valutazione del Tribunale del riesame che la condotta contemporanea a misure alternative dia conto di spregiudicatezza e pericolosità

  • art. 275 cod. proc. pen., comma 4

    L'esigenza di cura dei minori può giustificare misure meno afflittive se ricorre l'impossibilità assoluta di cura; la Corte ha ritenuto che un ricovero temporaneo della madre per parto non costituisca di per sé prova dell'assoluta impossibilità, occorrono elementi concreti

  • art. 624-bis cod. pen., commi 1 e 3

    Delitto contestato (furto pluriaggravato in abitazione), specifica la gravità e le circostanze aggravanti considerate nella valutazione cautelare

  • art. 61, comma 1, n. 11-quater cod. pen.

    Aggravante rilevante perché il reato è stato commesso nel periodo in cui l'indagato era sottoposto a misura alternativa (affidamento), elemento usato per valutare la spregiudicatezza e l'indifferenza alle prescrizioni

  • legge 16 aprile 2015, n. 47

    Ha introdotto l'attualità del pericolo di reiterazione nell'art. 274 c.p.p.; la Corte ne richiama il significato normativo affermando la necessità di una valutazione prognostica su elementi concreti

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che ha consentito la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali; la Corte ha applicato altresì la sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende

  • Giurisprudenza citata (Sez. 2, n. 11511 del 14/12/2016, Verga)

    Richiamata per affermare che, in casi analoghi, la particolare spregiudicatezza può giustificare la custodia cautelare nonostante confessione e un unico precedente lontano

  • Giurisprudenza citata (Sez. U, Sent. n. 8825 del 27/10/2016, Galtelli)

    Richiamata per il principio sull'onere di specificità dei motivi nei ricorsi per cassazione contro decisioni adeguatamente motivate

Massime di principio

  • In simili opposizioni a misure cautelari è cruciale attaccare espressamente e con argomentazioni specifiche il profilo motivazionale decisivo indicato nel provvedimento impugnato; il mancato confronto con la ragione principale determina spesso l'inammissibilità del ricorso
  • La commissione di un reato mentre l'indagato è sottoposto a misura alternativa (es. affidamento ai servizi sociali) costituisce elemento molto rilevante e può legittimare la custodia in carcere come unica misura adeguata, essendo indicativa di spregiudicatezza
  • La valutazione del 'pericolo di reiterazione' è prognostica e richiede elementi concreti: non è sufficiente negare la pericolosità con argomentazioni generiche o basate solo su precedenti remoti
  • La confessione, anche se etero-accusatoria, non è automaticamente sintomatica di reale resipiscenza; per renderla rilevante occorre dimostrare fatti concreti che ne provino la credibilità e la trasformazione dei comportamenti
  • Per ottenere misure non detentive per ragioni familiari (es. cura dei minori) è necessario documentare l'assoluta e non temporanea impossibilità dell'altro genitore o di soggetti alternativi di prendersi cura dei figli
  • Per contrastare efficacemente la misura cautelare occorre produrre elementi nuovi o documentazione che incidano sulla valutazione prognostica (es. certificazioni, testimonianze, dati di controllo elettronico che attestino il rispetto delle prescrizioni)
  • Nei ricorsi in Cassazione contro decisioni ben motivate è fondamentale la specificità: enunciare e sviluppare criticità puntuali sulle ragioni di fatto o di diritto addotte dal giudice di merito

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