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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1381/2022 del 14/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato era stato condannato dal Tribunale di Brescia per il reato di falsità ideologica in atti pubblici (artt. 110, 48, 479 c.p.) per essersi sostituito ad un'altra persona durante l'esame teorico per la patente, inducendo il pubblico ufficiale a riportare nel verbale le generalità false. La Corte d'appello aveva revocato la sospensione condizionale della pena. In Cassazione l'Adeola ha proposto ricorso articolato in tre motivi: (1) censura di violazione di legge e vizio di motivazione perché a suo dire non sarebbe stato redatto alcun atto pubblico attestante la presenza del sostituto (quindi mancherebbe un elemento del reato ex art. 479 c.p.); (2) contestazione che il fatto potesse costituire al più un tentativo, posto che l'autore venne immediatamente scoperto e non venne formato alcun atto falso definitivo; (3) contestazione della revoca della sospensione condizionale sostenendo che la Corte si sarebbe erroneamente fondata sulla esistenza di precedenti di condanna a suo carico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché in più punti generico e comunque manifestamente infondato. Sulla prima doglianza la Cassazione ha confermato la valutazione dei giudici di merito secondo cui il verbale d'esame riportava le generalità risultanti dai documenti esibiti (contraffatti) e che tale circostanza integra il reato contestato. Sul secondo motivo ha ritenuto infondato sostenere la configurabilità del solo tentativo, avendo il reato contestato natura istantanea di pericolo riconducibile alla condotta di presentazione del documento non corrispondente al soggetto che sostenne l'esame. Sul terzo motivo la Corte ha ritenuto generica la censura relativa alla revoca della sospensione condizionale, osservando che il certificato penale conteneva due condanne pregresse risultanti in giudicato che giustificavano la decisione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Richiamato per configurare la partecipazione o la concorso nel delitto: l'azione di sostituzione è stata valutata nell'ambito della fattispecie relativa al falso ideologico commesso mediante l'induzione del pubblico ufficiale a trascrivere dati anagrafici falsi

  • art. 48 c.p.

    Norma che disciplina le pene o l'applicazione in presenza di reati connessi; richiamata nella imputazione insieme agli artt. 110 e 479 per la descrizione del reato contestato

  • art. 479 c.p.

    Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici: la Corte ha ritenuto integrato l'elemento materiale perché il pubblico ufficiale ha trasfuso nel verbale le generalità risultanti dai documenti esibiti, indotto in errore dall'imputato e dal correo

  • art. 62-bis c.p.

    Valutata in rapporto alla gravità e alla recidiva/precedenti: la Corte territoriale ha ritenuto che i precedenti riportati nel certificato penale giustificassero la revoca del beneficio della sospensione condizionale

  • art. 606 c.p.p.

    comma 1, lett. b), c) ed e)

    Norma processuale che disciplina i motivi di ricorso in Cassazione; la Corte ha applicato i criteri di ammissibilità e di valutazione della motivazione ritenendo i motivi del ricorso generici e non confrontati con le ragioni della decisione impugnata

  • art. 192 c.p.p.

    Richiamato tra le norme indicate nel ricorso; la Cassazione ha sottolineato che il ricorrente non ha specificamente confutato la motivazione dei giudici di merito

  • artt. 530, 533, 573, 576 c.p.p.

    Articoli processuali richiamati nella impugnazione: la Corte ha rilevato che le contestazioni non hanno prodotto la necessaria correlazione con le argomentazioni della sentenza impugnata e sono pertanto generiche

  • art. 23, d.l. 137/2020 conv. L. 176/2020

    Norma procedurale che consente al Procuratore Generale di formulare conclusioni scritte; il Procuratore Generale ha presentato richieste scritte ai fini della decisione, concludendo per l'inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • La fattispecie di falsità ideologica in atto pubblico per induzione si realizza anche quando il pubblico ufficiale, ingannato da documenti o da circostanze predisposte dai correi, trascrive nel verbale generalità o dati non corrispondenti alla persona reale: non è necessario che l'atto falso sia stato redatto autonomamente dall'imputato, basta l'induzione al pubblico ufficiale
  • Il reato previsto dall'art. 479 c.p., nella forma contestata, è configurato come reato istantaneo di pericolo con riguardo alla condotta di presentazione di un documento o manifestazione di identità non corrispondente: la valutazione del tentativo è limitata quando l'evento giuridico si perfeziona con la condotta stessa
  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e confrontarsi puntualmente con le ragioni della decisione impugnata; censure generiche o la semplice reiterazione di argomenti già sviluppati in grado di merito comportano l'inammissibilità
  • La revoca della sospensione condizionale della pena può essere giustificata dall'emersione di precedenti penali risultanti in certificato: spetta al ricorrente provare l'inesattezza o l'irrilevanza di tali precedenti per contrastare la decisione
  • Richieste e deduzioni del Procuratore Generale rese in forma scritta (ex norme emergenziali/procedurali) possono essere prese in considerazione dalla Corte; la mancata confutazione specifica di elementi fattuali posti a fondamento della decisione di merito è determinante per l'esito del ricorso
  • Quando si impugna in Cassazione la correttezza della motivazione, è necessario indicare esattamente in che punto e perché la motivazione sarebbe illogica, contraddittoria o assente: valutazioni meramente assertive sono inefficaci

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