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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28823/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, in riforma della decisione di primo grado e preso atto di un concordato tra le parti, aveva ridotto la pena a anni 3 e mesi 10 di reclusione ed euro 46.000 di multa per il reato in materia di stupefacenti. Il motivo decisivo rilevato dalla Corte di cassazione non riguarda il merito della condanna, ma la legittimazione processuale del ricorso: l'impugnazione è stata proposta personalmente dall'interessato, e non tramite difensore iscritto nell'albo speciale per il patrocinio davanti alla Corte di cassazione. La Corte ha quindi applicato la disciplina che esclude il ricorso personale dell'imputato e prevede la declaratoria di inammissibilità senza formalità per l'impugnazione proposta da soggetto non legittimato. Non emergono ulteriori censure di merito esaminate nel provvedimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché proposto personalmente dall'imputato, in violazione dell'art. 613, comma 1, cod. proc. pen., che richiede il ministero di un difensore abilitato al patrocinio in Cassazione. In conseguenza dell'inammissibilità, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 4.000 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisando elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma incriminatrice richiamata solo per individuare il reato oggetto della sentenza impugnata, in materia di stupefacenti.

  • art. 80 d.P.R. n. 309 del 1990

    Richiamato unitamente all'art. 73 per la qualificazione del reato contestato in materia di stupefacenti.

  • art. 613, comma 1, cod. proc. pen.

    Esclude la proponibilità del ricorso personale dell'imputato in cassazione, imponendo il ministero di un difensore abilitato.

  • art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    Quando l'impugnazione è proposta da soggetto non legittimato, l'inammissibilità è dichiarata senza formalità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità.

  • legge 23 giugno 2017, n. 103, art. 1, comma 63

    Ha introdotto la formulazione vigente dell'art. 613, comma 1, cod. proc. pen., operativa dal 3 agosto 2017.

  • sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 86

    "la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità"

    Richiamata per il criterio di esclusione della condanna alla sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità non colpevole.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione dell'imputato deve essere sottoscritto e proposto da un difensore munito di speciale abilitazione al patrocinio davanti alla Corte di cassazione; il ricorso personale è inammissibile.
  • La proposizione dell'impugnazione da parte di un soggetto privo di legittimazione processuale integra una causa di inammissibilità rilevabile senza formalità.
  • Alla declaratoria di inammissibilità segue, di regola, la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo che risulti l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
  • Quando il ricorso è inammissibile per difetto originario di legittimazione, la Corte non esamina il merito della decisione impugnata.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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