Cassazione Penale, Sentenza n. 49656/2023 del 13/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la conferma in appello della condanna per furto aggravato (pena: 2 anni reclusione e €200 di multa) ottenuta con giudizio abbreviato. Il difensore ha articolato tre motivi: 1) violazione di legge per la novella introdotta dal d.lgs. 150/2022 che, essendo norma penale più favorevole, avrebbe reso il reato procedibile a querela e nella specie sarebbe mancata la querela; 2) vizio di motivazione per mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche; 3) vizio di motivazione per mancata concessione della sospensione condizionale della pena.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la modificazione normativa operata dall'art. 2, comma 1, lett. i), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 ha mutato il regime di procedibilità del reato di furto (art. 624 c.p.), rendendolo punibile a querela della persona offesa salva la procedibilità d'ufficio nelle ipotesi ivi indicate. In applicazione della norma più favorevole (lex mitior) e avendo la Procura verificato l'assenza di querela, non ricorrendo neppure le ipotesi previste dall'art. 129, comma 2, c.p.p., la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché l'azione penale non poteva essere proseguita. Le altre censure sono risultate assorbite.
Norme richiamate
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 2, comma 1, lett. i)
Norma considerata più favorevole (lex mitior) che ha modificato il regime di procedibilità del reato di furto rendendolo procedibile a querela della persona offesa, incidendo quindi sulla prosecuzione dell'azione penale per fatti commessi anteriormente alla modifica quando la nuova norma è più favorevole.
"il delitto di furto è punibile a querela della persona offesa. Si procede tuttavia d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7 bis)"
Il furto è divenuto procedibile a querela salvo le eccezioni indicate (capacità della persona offesa; circostanze di cui all'art. 625 nn. 7 e 7-bis), che consentono la procedibilità d'ufficio in presenza delle condizioni previste. Nel caso concreto mancava la querela e non risultavano applicabili le eccezioni.
art. 625 cod. pen. (numeri richiamati)
Le specifiche circostanze aggravanti indicate dall'art. 625 (nn. 7 e 7-bis, come richiamate) sono richiamate dall'art. 624 c.p. per individuare i casi in cui si procede d'ufficio nonostante la procedibilità a querela; la sentenza ha valutato che tali circostanze non ricorrevano nel caso in esame.
art. 129, comma 2, cod. proc. pen.
Richiamato quale riferimento alle ipotesi in cui, nonostante la procedibilità a querela, è possibile procedere d'ufficio. La Corte ha ritenuto che nessuna delle ipotesi previste da tale norma ricorresse, con la conseguenza di non poter proseguire l'azione penale.
Massime di principio
- Applicare la regola della lex mitior: se dopo la condanna viene introdotta una norma penale più favorevole, va valutata la sua applicabilità anche ai procedimenti in corso e alle sentenze impugnate.
- Quando la norma rende un reato procedibile a querela, l'assenza di querela della persona offesa (salvo eccezioni espressamente previste) comporta l'impossibilità di proseguire l'azione penale e la conseguente annullamento della sentenza che abbia accertato la responsabilità.
- Occorre sempre verificare, prima di proseguire il processo o di confermare una condanna, se ricorrono le eccezioni che consentono la procedibilità d'ufficio (es. incapacità della persona offesa, circostanze aggravanti richiamate dalla norma): se non sussistono, il giudice deve dichiarare la non procedibilità.
- Nelle impugnazioni conviene sollevare tempestivamente questioni relative alla modificazione del regime di procedibilità in conseguenza di interventi normativi successivi, poiché possono determinare l'annullamento senza rinvio.
- Gli uffici giudiziari e le difese dovrebbero verificare d'ufficio la presenza o meno della querela presso la Procura quando la procedibilità del reato è soggetta a querela, e motivare chiaramente l'eventuale applicazione delle eccezioni.
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