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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2341/2024 del 19/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per cassazione fondata sull'inosservanza/erronea applicazione dell'art. 545-bis c.p.p.: la Corte d'Appello, pur avendo riformato la sentenza di primo grado condannando l'imputato, ometteva di verificare e comunicare alle parti l'opportunità di sostituire la pena detentiva breve con una delle pene sostitutive previste dalla normativa (o, se necessario, fissare l'udienza ex art. 545-bis), nonostante fossero sussistenti i requisiti oggettivi e soggettivi per l'applicazione di tali sanzioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto obbligatorio per il giudice che in appello pronuncia condanna in riforma della decisione assolutoria di primo grado esaminare e motivare sui presupposti per l'applicazione delle pene sostitutive (artt. 53, 58, 59 L. 24/11/1981 n.689 e art. 545-bis c.p.p.), e, se non sussistono preclusioni, dare l'avviso alle parti o fissare l'udienza prevista dall'art. 545-bis. Poiché la Corte d'Appello non aveva svolto tale valutazione né dato il prescritto avviso, la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla statuizione sulla concessione delle sanzioni sostitutive e rinviata ad altra sezione della Corte d'Appello di Cagliari per nuovo esame sul punto; la dichiarazione di responsabilità è stata invece resa irrevocabile (art. 624 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Quando è stata applicata una pena detentiva non superiore a quattro anni e non è stata ordinata la sospensione condizionale, subito dopo la lettura del dispositivo, il giudice, se ricorrono le condizioni per sostituire la pena detentiva con una delle pene sostitutive di cui all'articolo 53 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ne dà avviso alle parti...

    Impone al giudice che pronuncia la condanna (anche in appello che riforma un'assoluzione) l'obbligo di verificare la sussistenza delle condizioni per la sostituzione della pena detentiva breve e, se del caso, di dare avviso alle parti o fissare l'udienza ex art. 545-bis.

  • art. 53 legge 24/11/1981 n.689

    Definisce le possibili pene sostitutive (semilibertà, detenzione domiciliare, lavoro di pubblica utilità) e i limiti di durata entro i quali possono essere applicate in sostituzione della pena detentiva.

  • art. 58 legge 24/11/1981 n.689

    Attribuisce al giudice un potere discrezionale nella scelta delle pene sostitutive, richiamando i criteri di cui all'art. 133 c.p.; le sostitutive vanno applicate quando risultano più idonee alla rieducazione e alla prevenzione del rischio di reiterazione del reato.

  • art. 59 legge 24/11/1981 n.689

    Stabilisce le condizioni soggettive di esclusione dall'applicazione delle pene sostitutive (es. esecuzione o revoca recente di sanzione sostitutiva, misura di sicurezza personale, condanna per reati '4-bis'). Le esclusioni sono limitate, lasciando ampia applicabilità delle sostitutive.

  • art. 163 cod. pen.

    Richiamato per confronto: anche la sospensione condizionale è un potere discrezionale che il giudice deve valutare quando pronuncia la condanna; giurisprudenza richiede motivazione del mancato riconoscimento in appello che riforma un'assoluzione.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di commisurazione della pena che servono da parametro per valutare l'idoneità delle pene sostitutive secondo l'art. 58 L.689/81.

  • art. 20-bis cod. pen. (richiamato)

    Riferimento normativo che qualifica le pene sostitutive delle pene detentive brevi come vere e proprie pene non carcerarie, inquadrandone la finalità rieducativa.

  • art. 624 cod. proc. pen.

    Utilizzato per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza in ordine alla dichiarazione di responsabilità, pur disponendo annullamento e rinvio limitato sulla questione delle sanzioni sostitutive.

Massime di principio

  • Quando un giudice d'appello riforma un'assoluzione pronunciando condanna, è obbligato a esaminare e motivare la possibile applicazione delle pene sostitutive per le pene detentive non superiori a quattro anni; in mancanza di motivazione o di avviso alle parti ai sensi dell'art. 545-bis, la decisione è suscettibile di annullamento in cassazione.
  • L'obbligo di valutazione delle pene sostitutive sussiste anche in assenza di richiesta difensiva: il giudice deve dare conto del perché non applica misure sostitutive se ne ricorrono i presupposti.
  • Le pene sostitutive (art. 53 L.689/81) hanno una più ampia portata applicativa rispetto alla sospensione condizionale e devono essere considerate come strumenti prioritari per 'decarcerizzare' le pene brevi, salvo specifiche esclusioni soggettive previste dalla legge.
  • In caso di omissione formale dell'avviso ex art. 545-bis la Cassazione può annullare limitatamente alla questione delle sanzioni sostitutive e rinviare il giudizio solo su quel punto, lasciando definitivamente acquisita la pronuncia di colpevolezza se non viziata su altri profili.
  • Difesa e pubblico ministero devono essere pronti, in appello che riforma l'assoluzione, ad affrontare esplicitamente la questione delle misure alternative: la difesa può chiedere l'applicazione o l'udienza ex art. 545-bis; il giudice deve o disporre la sostituzione con il consenso o fissare l'udienza entro i termini previsti.

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