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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 9694/2023 del 12/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I fratelli Rossi impugnavano la sentenza d'appello che aveva riconosciuto la provvigione dovuta al mediatore Sergio Grandi in relazione alla vendita di un immobile, dopo che il Tribunale di primo grado aveva ritenuto provata la gratuità dell'attività di mediazione per i venditori. I ricorrenti contestano l'interpretazione data dalla Corte d'appello al modulo di proposta irrevocabile firmato dai venditori (sostenendo che la clausola sulla provvigione obbligasse solo il proponente-acquirente e non i venditori), chiedono l'ammissione della prova testimoniale per dimostrare l'accordo di gratuità (opponendosi all'applicazione dell'art. 2722 c.c.) e invocano il principio di autonomia contrattuale che ammette mediazioni gratuite 'ex uno latere' (richiamando l'art. 1755 c.c.). In sintesi: i ricorrenti chiedevano che fosse ritenuta non vincolante per i venditori la clausola di pagamento della provvigione e che fosse ammessa la prova testimoniale a sostegno della gratuità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i primi due motivi di ricorso: ha ritenuto errata la valutazione della Corte d'appello circa l'inevitabile vincolo dei venditori derivante dalla clausola di provvigione inserita nella proposta irrevocabile (che, alla lettura, impegnava specificamente il proponente-acquirente). La Cassazione ha stabilito che i venditori, in relazione a quella clausola, devono qualificarsi come terzi e che è quindi ammissibile la prova testimoniale per dimostrare l'esistenza di un accordo che escluda l'obbligo a loro carico (superando la presunzione di onerosità della mediazione ai sensi dell'art. 1755 c.c. quando ciò risulti). Ha cassato la sentenza impugnata e rinviato il giudizio alla Corte d'Appello di Bologna in diversa composizione per verificare se la provvigione sia effettivamente esclusa nei confronti dei venditori. Il terzo motivo, relativo a richiesta di manleva nei confronti di Federica Grandi per presunta falsus procurator, è stato ritenuto assorbito.

Norme richiamate

  • art. 1362 cod. civ.

    Canone interpretativo del negozio giuridico invocato per censurare l'ermeneutica della Corte d'appello; la Cassazione ha esaminato se i criteri di interpretazione siano stati correttamente applicati dal giudice di merito

  • art. 1363 cod. civ.

    Ulteriore criterio ermeneutico richiamato congiuntamente all'art. 1362; la Corte ha verificato la correttezza del procedimento logico usato dal giudice di merito

  • art. 2722 cod. civ.

    Norma che limita l'ammissibilità della prova testimoniale contro il contenuto di un documento scritto; la Cassazione ha precisato che l'art. 2722 non impedisce la prova testimoniale quando, rispetto alla clausola scritta (la pattuizione di provvigione), i venditori siano qualificabili come terzi rispetto all'obbligazione assunta dal proponente-acquirente

  • art. 1755 cod. civ.

    Stabilisce la presunzione di onerosità della prestazione del mediatore; la Corte ha ricordato che tale presunzione può essere superata e che occorre verificare, in caso concreto, se la provvigione sia stata esclusa per i venditori

  • art. 1329 cod. civ.

    Riferito alla proposta irrevocabile: la Cassazione ha richiamato il contenuto essenziale della proposta e il suo valore vincolante per il proponente; ha analizzato quale soggetto risultasse obbligato dalla clausola sulle provvigioni

  • art. 1331 cod. civ.

    Richiamato nella parte in cui si considera la dichiarazione vincolante per una parte mediante patto di opzione; utile a determinare la portata vincolante della proposta irrevocabile

  • art. 1322 cod. civ.

    Richiamato dai ricorrenti per sostenere la legittimità dell'autonomia contrattuale (contratti atipici o unilaterali come la mediazione gratuita ex uno latere); la Corte ha riconosciuto la possibilità teorica di pattuizioni di gratuità, ma ha rimandato la verifica fattuale al giudice di merito

  • art. 360 cod. proc. civ.

    Norma processuale che disciplina i motivi di cassazione; usata dalla difesa per inquadrare i vizi di diritto contestati (violazione dei criteri di interpretazione e ammissibilità della prova)

Massime di principio

  • La sottoscrizione di una proposta irrevocabile contenente una clausola di provvigione vincola primariamente il soggetto che la assume espressamente (es. il proponente-acquirente); non sempre ciò implica automaticamente l'obbligo per l'altra parte firmataria, se la clausola risulta riferita solo al proponente
  • L'art. 2722 c.c. impedisce la prova testimoniale di patti contrari al contenuto di un documento quando il patto riguarda le stesse parti e il medesimo obbligo scritto; se però la clausola scritta pone l'obbligo a carico di un terzo rispetto al soggetto che cerca di dimostrare l'accordo, la prova testimoniale può essere comunque ammessa
  • La presunzione di onerosità della prestazione del mediatore (art. 1755 c.c.) è superabile: in situazioni simili il giudice dovrà accertare, con ogni mezzo consentito dalle regole (comprese le prove testimoniali quando ammissibili), se le parti hanno concordato la gratuità 'ex uno latere'
  • Quando il titolo scritto non contiene espressamente l'obbligo per una delle parti, è essenziale distinguere tra clausole che impegnano il solo proponente e clausole che impegnano entrambe le parti; la corretta qualificazione influisce sull'ammissibilità della prova e sull'onere probatorio
  • Se una delle parti originarie muore durante il processo, l'ultrattività del mandato e la costituzione delle eredi/legittimi successori possono rendere comunque valido l'impugnazione e le notifiche già eseguite, salvo specifiche comunicazioni in giudizio

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