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Sentenza

Sentenza n. 66/2026 - Pescara, Sezione 1

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza n.188 del 18 marzo 2025 del Tribunale di Teramo, con richiesta di nomina di un commissario ad acta, in caso di persistente inadempimento del Soggetto pubblico.

Giustizia amministrativa202500565

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - Pescara, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Teramo che aveva condannato il Ministero al pagamento di 500 euro mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precario)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Teramo, notificata in forma esecutiva e successivamente passata in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad attribuire alla docente la somma di 500 euro, in relazione agli anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato, mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, oltre a interessi o rivalutazione dalla data di insorgenza del diritto fino all'effettivo soddisfo. La ricorrente ha dedotto l'inerzia dell'Amministrazione e il decorso dei 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, ai sensi dell'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Il Ministero si è costituito chiedendo il rigetto, ma non ha adempiuto spontaneamente al giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso rilevando la mancata ottemperanza al giudicato. Ha ordinato al Ministero di eseguire la sentenza del Tribunale di Teramo, attribuendo alla ricorrente 500 euro mediante assegnazione della carta elettronica prevista per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, oltre a interessi o rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724/1994, dalla data di insorgenza del diritto fino all'effettivo soddisfo. Il termine per adempiere è stato fissato in 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per l'eventuale persistente inerzia, il TAR ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Prefetto pro tempore di Teramo, con facoltà di delega a un funzionario, assegnandogli un ulteriore termine di 60 giorni dalla scadenza del primo. Le eventuali spettanze del commissario saranno liquidate con separato decreto e poste a carico dell'Amministrazione. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 200 euro oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura regionale della Corte dei conti per la verifica di possibili ipotesi di danno erariale.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La mancata esecuzione da parte di un'amministrazione di una sentenza passata in giudicato, dopo la notificazione del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio previsto per l'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione, legittima il ricorso per ottemperanza.
  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il giudicato impone all'amministrazione un'attività puntualmente individuata, il giudice può ordinare l'adempimento entro un termine determinato e nominare sin d'ora un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
  • L'ottemperanza a una condanna avente a oggetto l'attribuzione di una somma mediante una specifica prestazione amministrativa deve comprendere anche gli accessori riconosciuti dal titolo giudiziale, quali interessi o rivalutazione, fino all'effettivo soddisfo.
  • Le spese e gli eventuali compensi del commissario ad acta possono essere posti a carico dell'amministrazione inadempiente, con liquidazione successiva previa documentazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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