Cassazione Penale, Sentenza n. 19423/2023 del 09/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Sassari che aveva rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo relativo a un immobile contestato per violazioni urbanistiche e paesaggistiche: avrebbero realizzato, dopo l'abbattimento di un preesistente edificio, una nuova costruzione in fascia costiera in zona H (assoluta inedificabilità) senza valido titolo autorizzatorio. I ricorrenti sostenevano la legittimità della sanatoria comunale ai sensi dell'art.16 L.R. Sardegna n.23/1985 e art.36 DPR n.380/2001 e contestavano l'obbligo di valutazione di impatto ambientale per opere di integrale ristrutturazione; inoltre deducevano che la cessazione delle irregolarità amministrative avrebbe dovuto far venire meno il sequestro.
La decisione
I ricorsi sono stati rigettati. La Corte ha ritenuto che la verifica di compatibilità paesaggistica del 29/11/2021 abbia fatto decadere la provvisoria imputazione paesaggistica, ma ha escluso che la sanatoria in contestazione fosse idonea a estinguere il reato. La sanatoria era infatti condizionata all'esecuzione di interventi correttivi e non ricorreva la cosiddetta "doppia conforme" (conformità al momento della realizzazione e al momento del rilascio dell'autorizzazione), per cui il permesso in sanatoria risultava viziato e non aveva efficacia estintiva. La Corte ha affermato che la normativa regionale non può derogare ai principi generali della normativa nazionale in materia di sanatorie. Di conseguenza è stato confermato il mantenimento del sequestro e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art.616 c.p.p.
Norme richiamate
La sanatoria edilizia richiede la cosiddetta "doppia conforme": l'opera deve essere conforme agli strumenti urbanistici sia al momento della realizzazione sia al momento del rilascio dell'autorizzazione; una sanatoria subordinata a interventi ripristinativi non estingue il reato.
art. 44, lett. b) dPR n. 380/2001
Norma collegata all'estinzione dei reati edilizi; interpretata nel senso che l'efficacia estintiva è esclusa se il provvedimento amministrativo è viziato o condizionato.
art. 16 legge Regione Sardegna n. 23/1985
Richiamata dai ricorrenti per sostenere la possibilità di sanatoria secondo disposizioni regionali; la Corte ha ritenuto che le norme regionali devono rispettare i principi generali della normativa statale e non possono consentire ciò che è vietato a livello nazionale.
Norma processuale applicata per liquidare e condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali dopo il rigetto del ricorso.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. III, 12/11/2019 n.45845; Sez. III, 15/10/2020 n.28666; Sez. feriale, 12/10/2018 n.46500; Sez. III, 20/06/2017 n.30657)
Principi consolidati: è illegittimo il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria condizionato a interventi volti a rendere l'opera conforme; le leggi regionali devono essere interpretate in coerenza con i principi generali della normativa nazionale.
Massime di principio
- La sanatoria ex art.36 DPR 380/2001 estingue il reato solo se sussiste la "doppia conforme": conformità al momento della realizzazione e al momento del rilascio dell'autorizzazione.
- Un permesso in sanatoria subordinato all'esecuzione di lavori correttivi non è idoneo, secondo la giurisprudenza consolidata, a far cessare la responsabilità penale per il reato edilizio.
- Nella fase cautelare il giudice penale può valutare incidentemente la legittimità degli atti amministrativi per verificare il fumus delicti; atti amministrativi viziati non eliminano la necessità di misure cautelari.
- Le autonomie regionali non possono derogare ai principi generali della disciplina nazionale in materia urbanistica e di sanatorie; la disciplina regionale va interpretata nel rispetto dei principi statali.
- La verifica di compatibilità paesaggistica, se rilasciata validamente e non viziata, può far venir meno la contestazione paesaggistica, ma ogni provvedimento che appaia condizionato o viziato non dispone automaticamente l'estinzione dell'accusa.
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