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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19420/2023 del 09/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza per (1) incompetenza territoriale: sostiene che tutte le prove collocano le sue condotte in Portogallo e che la cessione della droga sarebbe avvenuta lì; (2) contraddittorietà e travisamento della prova: contesta l'affidabilità del collaboratore Serra e l'inidoneità delle intercettazioni a identificarlo e a comprovare la cessione (sostiene al massimo un tentativo, non un reato consumato, e che la droga non è mai arrivata in Italia); (3) carenza di motivazione sul trattamento sanzionatorio: contesta l'aumento di 6 mesi della pena base senza adeguata motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e genericità. Ha ritenuto corretta la determinazione della competenza territoriale (l'accordo per la cessione si è formato a Brescia, essendo Serra in territorio bresciano durante gli accordi), ha confermato la valutazione di merito sull'attendibilità delle dichiarazioni di Serra e sugli elementi di riscontro (consegna di due automezzi, intercettazioni, identificativi come "zio", "baffo", "tedesco" coerenti con Mammoliti). Ha inoltre ritenuto motivato l'aumento di pena di 6 mesi in relazione all'aggravante del sesto comma dell'art. 73 T.U. stupefacenti e alla gravità del fatto. Per effetto dell'inammissibilità è stata comminata la sanzione pecuniaria di Euro 3.000,00 a favore della cassa delle ammende e le spese del procedimento ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato nel capo di imputazione per la partecipazione al reato in concorso; usato come norma di riferimento per la pluralità di soggetti coinvolti.

  • art. 73 T.U. stupefacenti

    Norma penale che disciplina gli illeciti in materia di stupefacenti; la Corte ha applicato il comma 6 come aggravante che giustifica l'aumento di pena (motivo per cui il Tribunale ha incrementato la pena base di 6 mesi).

  • art. 80 T.U. stupefacenti

    Citata nell'imputazione (aggravante/recidiva); la Corte d'appello aveva escluso tale aggravante e la Cassazione non ha ritenuto necessario annullare per questo motivo.

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Richiamato per delimitare l'ambito dei motivi deducibili in cassazione e per l'obbligo di motivazione nei limiti necessari; la Corte ha osservato che il ricorso ha reiterato motivi di merito non sindacabili in sede di legittimità.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato indirettamente rispetto alle doglianze sul travisamento della prova; la Corte ha ritenuto che non sia stato prospettato un evidente travisamento degli elementi probatori tale da giustificare la cassazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per il pagamento in favore della cassa delle ammende e per le spese in caso di indebito ricorso; la Corte ha imposto Euro 3.000,00 per l'inammissibilità del ricorso.

  • Giurisprudenza costante della Cassazione (principio sul momento di consumazione del reato di cessione)

    La Corte ha richiamato il principio secondo cui il reato di acquisto e cessione di stupefacenti si consuma al momento del raggiungimento del consenso tra le parti, indipendentemente dall'effettiva consegna della sostanza; da ciò deriva la competenza territoriale collegata al luogo in cui si è formato l'accordo (qui Brescia).

  • Giurisprudenza su intercettazioni e valutazione del linguaggio (Sez. U., n. 22471/2015 e altre)

    Richiamato il principio che l'interpretazione di linguaggio criptico o cifrato nelle intercettazioni è questione di fatto rimessa al giudice del merito e sottratta al sindacato di legittimità se logica e coerente.

Massime di principio

  • La competenza territoriale per i reati di acquisto/cessione di stupefacenti può farsi risalire al luogo in cui si realizza il consenso tra venditore e acquirente; non conta esclusivamente la consegna materiale della droga.
  • In Cassazione non è consentita una rivalutazione dei fatti o della persuasività delle prove: sono ammissibili solo censure che evidenzino mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione su punti essenziali.
  • Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia possono fondare una condanna se risultano sufficientemente dettagliate e corroborate da riscontri indipendenti (es. intercettazioni, consegne di beni, identificativi), e la loro credibilità è valutata dal giudice del merito.
  • L'interpretazione del contenuto delle intercettazioni (anche se criptico) è valutazione di merito: la Cassazione interviene solo se vi è un palese e manifesto travisamento o un'interpretazione manifestamente illogica.
  • Le doglianze generiche o la semplice richiesta di riconsiderazione dei fatti in Cassazione sono inammissibili e possono comportare condanna alle spese e sanzioni ex art. 616 c.p.p.
  • L'aumento di pena per circostanze aggravanti (es. comma 6 art. 73 T.U.) deve essere motivato; quando la motivazione in sede di primo grado e di appello espone le ragioni dell'aumento (natura, quantità della droga, struttura organizzata, dimensione internazionale), la Cassazione tende a confermare il trattamento sanzionatorio.

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