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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25321/2022 del 25/08/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento IMU per l'anno 2013 emesso da un comune su alcuni immobili formalmente di proprietà della società ricorrente, già oggetto di un contratto di leasing risolto dal 10 giugno 2012, ma ancora detenuti dall'utilizzatore nel 2013. La società aveva impugnato l'atto sostenendo che, dopo la risoluzione del leasing e nonostante la mancata riconsegna materiale dei beni, il soggetto passivo dell'IMU non dovesse essere individuato nella locatrice. In cassazione ha denunciato violazione dell'art. 8 del d.lgs. 23/2011 e, con memoria, ha insistito anche sulla illegittimità delle sanzioni irrogate per asserita incertezza normativa e per la conformità alle istruzioni ministeriali per la dichiarazione IMU.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il ricorso sul punto principale, richiamando il consolidato orientamento secondo cui, in caso di risoluzione del contratto di leasing, il soggetto passivo IMU torna ad essere il locatore anche se non ha ancora ottenuto la materiale disponibilità del bene per mancata riconsegna dell'utilizzatore. Ha inoltre dichiarato inammissibile, nella sostanza, la domanda relativa all'annullamento delle sanzioni, perché non proposta come autonoma censura già nei gradi di merito e comunque non dedotta nei modi e nei termini processuali appropriati. Il ricorso è stato quindi rigettato e la società è stata condannata a rifondere al comune le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 8 d.lgs. 23/2011

    Richiamato dalla ricorrente per sostenere la propria tesi sull'individuazione del soggetto passivo IMU; la Corte, però, fonda il decidere sull'art. 9 del medesimo decreto come interpretato dalla giurisprudenza di legittimità.

  • art. 9 d.lgs. 23/2011

    In caso di risoluzione del leasing, il soggetto passivo IMU ritorna il locatore, anche se il bene non è ancora stato materialmente riconsegnato, perché rileva l'esistenza del titolo che legittima la detenzione e non la sola materiale disponibilità.

  • art. 8 d.lgs. 546/1992

    Invocato dalla ricorrente nella memoria per sostenere l'illegittimità delle sanzioni per obiettiva incertezza normativa.

  • art. 6, comma 2, d.lgs. 472/1997

    Richiamato come base per la disapplicazione/annullamento delle sanzioni in presenza di obiettiva incertezza normativa; la Corte precisa che ciò presuppone una specifica domanda del contribuente nei gradi di merito.

  • d.m. 30 ottobre 2012

    Menziionato dalla ricorrente per la pretesa conformità alle istruzioni ministeriali di compilazione del modello di dichiarazione IMU; la Corte esclude che tale profilo valga a sovrapporsi a una vera incertezza normativa.

Massime di principio

  • In materia di IMU sugli immobili concessi in leasing, dopo la risoluzione del contratto il soggetto passivo torna a essere il locatore, anche se l'utilizzatore non abbia ancora restituito materialmente il bene.
  • Ai fini dell'imposizione non rileva la mera detenzione materiale del bene, ma l'esistenza di un titolo giuridico che attribuisca una detenzione qualificata; venuto meno il rapporto contrattuale, la detenzione residua è senza titolo.
  • La disciplina della TASI non è automaticamente estensibile all'IMU, poiché i rispettivi presupposti impositivi sono differenti.
  • La disapplicazione delle sanzioni per obiettiva incertezza normativa richiede una domanda specifica del contribuente proposta tempestivamente nei gradi di merito; non può essere introdotta per la prima volta in appello o in cassazione.
  • L'eventuale equivoco delle istruzioni ministeriali di compilazione non è equiparabile, di per sé, a una modifica normativa o a una declaratoria di illegittimità costituzionale idonea a fondare l'eliminazione delle sanzioni.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoRiscossioneContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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