Cassazione Penale, Sentenza n. 26315/2023 del 19/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza di secondo grado che aveva confermato la responsabilità per omicidio aggravato e ridotto la pena a 24 anni. Il ricorrente deduceva: 1) carenza di motivazione sulla responsabilità personale e sul contributo causale attribuito a Raimondo Scalzo; 2) errata applicazione e carenza di motivazione sull'aggravante della premeditazione; 3) carenza di motivazione sull'aggravante della minorata difesa (tempo/luogo); 4) mancato riconoscimento della diminuzione di pena per minima partecipazione ex art.114 c.p.; 5) violazione del principio di proporzionalità e paragone non equo con la pena inflitta ai coimputati (art.3 Cost. e art.69 c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha ritenuto adeguata e logica la motivazione dei giudici di merito, i quali hanno: ritenuto provato il concorso morale del ricorrente nel progetto omicidiario (sulla base di dichiarazioni e riscontri), riconosciuto l'aggravante della premeditazione in virtù della persistenza e unità del progetto criminoso tra novembre 1992 e l'esecuzione di gennaio 1993, riconosciuto l'aggravante della minorata difesa (tempo notturno, luogo isolato e artifici per attirare la vittima) e rifiutato l'applicazione dell'art.114 c.p. in quanto il contributo del ricorrente è stato ritenuto rilevante non marginale. Pertanto la condanna confermata in appello (reclusione anni 24) è stata mantenuta.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) ed e)
Norma richiamata per le censure di motivazione e per i limiti del sindacato di legittimità: la Corte ricorda che il controllo in cassazione riguarda la presenza di un apparato argomentativo logico e, solo se ben configurata, il travisamento della prova può determinare vizio di motivazione.
Richiamato nel contesto della cooperazione nel reato per valutare il concorso morale tra più persone.
Richiamato tra le norme processuali connesse alla motivazione e all'istruttoria; la Corte ha valutato la motivazione alla luce delle risultanze processuali.
Richiamato nel testo delle norme procedurali pertinenti al procedimento (menzione formale nel ricorso).
Norma che individua la circostanza aggravante della premeditazione nell'omicidio; la Corte ha ritenuto sussistente la premeditazione per la persistenza e l'unità del progetto criminoso nel tempo.
Aggravante della minorata difesa: la Corte ha ritenuto che tempo notturno, luogo isolato e l'inganno usato per attirare la vittima costituiscano condizioni concrete di vulnerabilità della vittima idonee a integrare l'aggravante.
Circostanza attenuante della minima partecipazione: la Corte di merito ha escluso l'applicabilità perché il contributo del ricorrente è stato valutato non marginale ma rilevante e motivante del progetto.
Richiamato dalla difesa in relazione alla causalità/partecipazione; la Corte ha valutato la rilevanza causale dell'apporto del ricorrente nel quadro del concorso.
Costituzione
Richiamato dalla difesa in tema di parità e proporzionalità della pena rispetto ai correi; la Corte ha ritenuto che non sussista violazione nei termini dedotti.
Richiamato dalla difesa in ordine al trattamento della recidiva e alla determinazione della pena; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione complessiva del giudice di merito.
Norma relativa a cause di non punibilità per particolare tenuità del fatto citata nella trattazione giurisprudenziale sul rigetto implicito di elementi 'di favore'; la Corte ha richiamato il principio che il rigetto può essere implicito se l'argomentazione complessiva esclude la tenuità.
art. 192 e art. 530 (menzionati nel ricorso)
Richiamati come riferimenti procedurali nella censura sulla motivazione e sulle acquisizioni probatorie; la Corte ha ritenuto la motivazione complessiva adeguata.
Massime di principio
- In cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato: occorre dimostrare una carenza logico‑giuridica evidente o un travisamento della prova decisivo; non è sufficiente proporre una diversa lettura delle stesse risultanze.
- Per l'aggravante della premeditazione non basta un breve intervallo temporale o la semplice predisposizione di un agguato: è necessario dimostrare la persistenza e la radicazione nel tempo del proposito omicidiario, con chiari indici psicologici e organizzativi.
- L'aggravante della minorata difesa (art.61 n.5) richiede che tempo, luogo o persona abbiano concretamente prodotto una situazione di particolare vulnerabilità della vittima; l'idoneità astratta non è sufficiente.
- L'attenuante della minima partecipazione (art.114) si applica solo se il contributo del concorrente è causalmente così lieve da risultare marginale nell'economia dell'evento: la mera presenza o una generica adesione non bastano.
- Contestazioni di discrepanze di pena tra coimputati richiedono dimostrare un vizio nella motivazione o un trattamento arbitrario; la mera comparazione numerica delle pene non implica automaticamente violazione di proporzionalità o parità.
- Le confessioni o dichiarazioni rese dall'imputato possono avere valore decisivo se la motivazione di merito le valuta attendibili e le collega a riscontri: per contrastarle in cassazione è necessario indicare elementi processuali specifici che ne inficino l'attendibilità.
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