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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10661/2025 del 23/04/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (riscossione)

La controversia

La controversia trae origine dall’impugnazione di un’intimazione di pagamento emessa dall’agente della riscossione. Il contribuente aveva contestato, già in primo grado e poi in appello, la regolarità della notifica e la validità degli atti, assumendo che fossero nulli o inesistenti perché sottoscritti da personale dell’ente non assunto tramite concorso pubblico e, in sede di gravame, anche perché la procura alle liti dell’ente sarebbe stata invalida in quanto conferita a un avvocato del libero foro da soggetto privo dei requisiti costituzionali richiamati. Nel ricorso per cassazione ha articolato due motivi: 1) violazione dell’art. 360, n. 4, c.p.c., per sostenere la nullità della costituzione in giudizio dell’ente e della procura rilasciata al difensore esterno, in ragione dell’asserita mancanza di un previo concorso pubblico del soggetto che avrebbe conferito la delega; 2) violazione dell’art. 360, n. 3, c.p.c. per dedurre che cartelle e intimazioni di pagamento sarebbero predisposte da personale assunto con contratto di diritto privato, con conseguente nullità/inesistenza degli atti e della relativa difesa processuale. La Corte rileva che le censure erano formulate in modo generico e, comunque, infondate; in particolare, richiama la giurisprudenza di legittimità sulla legittimità del patrocinio tramite avvocati del libero foro per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione nei casi consentiti e, per il secondo profilo, osserva che la sentenza impugnata aveva già escluso la rilevanza della questione del c.d. transito del personale, poiché l’atto impugnato risultava notificato prima della decorrenza del trasferimento di funzioni e personale da Equitalia ad ADER.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché la difesa dell’ente tramite avvocato del libero foro è legittima nei casi previsti e, nel contenzioso tributario, non è necessaria una specifica delibera o formalità ulteriore quando la convenzione consente tale patrocinio. Ha inoltre richiamato l’arresto delle Sezioni Unite sulla rappresentanza e difesa dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, precisando che, fuori dai casi riservati all’Avvocatura dello Stato o di indisponibilità, l’ente può avvalersi di avvocati esterni senza particolari formalità. Quanto al secondo profilo, la Corte ha dichiarato il motivo generico e inidoneo a soddisfare l’onere di specificità/autosufficienza del ricorso per cassazione, rilevando altresì che esso non si confrontava con la ratio della sentenza impugnata, la quale aveva escluso la rilevanza temporale della questione del passaggio del personale di Equitalia ad ADER, essendo l’atto anteriore alla decorrenza del trasferimento. Il ricorrente è stato condannato alle spese e la Corte ha dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    Il motivo ex art. 360, n. 4, c.p.c. è stato ritenuto in parte infondato e in parte comunque formulato in modo generico, non idoneo a scalfire la decisione impugnata.

  • art. 360 c.p.c.

    Il vizio di violazione di legge è stato dedotto in modo generico e senza adeguato confronto con la sentenza impugnata.

  • art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.

    È richiesto un onere di specificità e autosufficienza del ricorso, che impone la trascrizione essenziale o la riassunzione dei documenti e degli atti rilevanti, con indicazione sufficiente per il loro reperimento.

  • art. 369, comma 2, n. 4, c.p.c.

    L’onere di deposito dei documenti richiamati nel ricorso è funzionale a consentire il controllo di legittimità senza indagini integrative da parte della Corte.

  • art. 43, comma 4, r.d. n. 1611 del 1933

    È richiamato quale ipotesi speciale di ricorso all’Avvocatura dello Stato o di delibera motivata nei casi previsti.

  • art. 4 d.lgs. n. 50 del 2016

    È menzionato nel quadro della scelta del patrocinio da parte dell’Agenzia mediante avvocati del libero foro nel rispetto della disciplina sugli affidamenti.

  • art. 17 d.lgs. n. 50 del 2016

    È menzionato come norma di contesto per l’affidamento dell’incarico difensivo a professionisti esterni.

  • art. 1, comma 5, d.l. n. 193 del 2016 conv. in l. n. 225 del 2016

    È richiamato per i criteri generali relativi alla difesa dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

  • art. 1 del d.l. 22 ottobre 2016, n. 193

    È richiamato per affermare che lo scioglimento di Equitalia e il passaggio di funzioni e personale ad ADER decorrevano dal 1° luglio 2017, rendendo irrilevante la questione nel caso concreto.

  • art. 97 Cost.

    È evocato dal ricorrente per contestare il passaggio automatico del personale senza concorso pubblico, ma la Corte ritiene la questione non decisiva nel caso concreto e comunque non idonea a fondare la nullità dedotta.

  • art. 6, par. 1, CEDU

    La Corte richiama la giurisprudenza europea per affermare che il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione è compatibile con il diritto di accesso a un tribunale, purché non degeneri in eccessivo formalismo.

  • art. 13, comma 1 quater, d.p.r. 115/2002

    È applicato per dare atto dei presupposti del raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente, se dovuto.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228/2012

    È richiamato come norma che ha inserito il comma 1 quater dell’art. 13 del d.p.r. n. 115/2002.

Massime di principio

  • Nel processo tributario, la difesa dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione può essere validamente esercitata da un avvocato del libero foro quando la convenzione applicabile lo consenta o quando ricorrano le condizioni previste dall’assetto normativo richiamato; in tali ipotesi non è necessaria un’ulteriore formalità deliberativa, salvo i casi espressamente riservati all’Avvocatura dello Stato o di indisponibilità di quest’ultima.
  • La contestazione della validità della procura o della rappresentanza processuale dell’ente non può essere fondata su affermazioni generiche o su questioni astratte non correlate alla vicenda concreta; il motivo deve confrontarsi specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
  • Nel ricorso per cassazione, l’onere di specificità e autosufficienza impone che gli atti e i documenti su cui si fonda la censura siano indicati in modo puntuale e, per quanto necessario, trascritti o riassunti nei passaggi essenziali, così da consentire il controllo di legittimità senza indagini integrative.
  • La deduzione di un vizio relativo alla costituzione in giudizio o alla legittimazione del difensore dell’ente non può portare all’accoglimento del ricorso se la questione è comunque irrilevante rispetto al momento in cui l’atto impositivo è stato notificato e rispetto alla decorrenza del trasferimento di funzioni o personale richiamato dal ricorrente.
  • Il principio di autosufficienza del ricorso per cassazione è compatibile con l’art. 6 CEDU, purché non si traduca in un formalismo eccessivo; esso risponde alla funzione nomofilattica della Corte di cassazione e alla certezza del diritto.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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