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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00984/2026 del 12/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Keep Calm S.r.l. ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Milano che aveva rigettato il suo appello cautelare contro l'ordinanza del GIP che aveva parzialmente respinto la richiesta di dissequestro. La società ha dedotto un unico motivo: la nullità del provvedimento per violazione dell'art. 587 c.p.p., sostenendo che l'effetto estensivo dell'impugnazione favorevole ottenuta da alcuni coindagati (annullamento di alcune misure per mancanza di motivazione) dovesse estendersi anche alla sua posizione, non essendo tali motivi di natura esclusivamente personale e riguardando l'intera ordinanza; ha altresì censurato la mancanza di autonoma valutazione del GIP rispetto al sequestro a suo carico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato il rigetto dell'appello cautelare proposto da Keep Calm. Ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale di Milano secondo cui l'estensione degli effetti favorevoli dell'impugnazione prevista dall'art. 587 c.p.p. opera solo quando la decisione favorevole nei confronti di un coindagato non sia fondata su motivi esclusivamente personali e quando il procedimento sia sorto e si sia svolto in modo unitario e cumulativo. Nel caso di specie non sussisteva procedimento unitario (la società non aveva esperito il riesame ma aveva chiesto la revoca) e le allegazioni della ricorrente erano generiche; inoltre la mancanza di motivazione accertata in relazione ad alcuni indagati è stata qualificata come vizio esclusivamente personale, non estensibile automaticamente ad altri soggetti in procedimento complesso con molteplici contestazioni e misure. Conseguentemente il sequestro nei confronti della società non è stato annullato e il ricorso è stato rigettato; sono state imposte le spese processuali ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 587 cod. proc. pen.

    Disciplina l'effetto estensivo dell'impugnazione: l'estensione degli effetti favorevoli opera solo se la decisione favorevole nei confronti di un coindagato non è fondata su motivi esclusivamente personali e se il procedimento è sorto e svolto in modo unitario e cumulativo.

  • art. 61-bis cod. pen.

    Criterio aggravante per il calcolo del profitto del reato continuato, richiamato nella contestazione relativa al profitto dell'illecito a carico della società.

  • artt. 2 e 8 d.lgs. n. 74/2000

    Norme del decreto legislativo in materia tributaria penale richiamate per la contestazione (reati fiscali) e per il profitto del reato.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Ricorso al riesame per le misure personali: rimedio idoneo e procedimentalmente tassativo per impugnare misure personali, la cui omessa esperibilità può precludere l'impugnazione in sede cautelare.

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Ricorso al riesame per le misure reali: rimedio procedurale specifico per impugnare misure reali (es. sequestri), da proporre a pena di decadenza.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere delle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • L'effetto estensivo dell'impugnazione ex art. 587 c.p.p. si applica solo quando il motivo decisorio favorevole al coindagato non è 'esclusivamente personale' e quando il procedimento è unitario e cumulativo: bisogna dimostrare che il vizio investe oggettivamente e nello stesso modo tutte le posizioni.
  • In procedimenti complessi con pluralità di contestazioni e misure cautelari, la carenza di motivazione rispetto a una o più posizioni può avere valore esclusivamente personale e non comportare automaticamente l'annullamento per tutti i coindagati.
  • La via corretta per impugnare misure personali o reali resta il riesame (art. 309 per le misure personali, art. 324 per le misure reali); la mancata esperibilità di questo rimedio può precludere l'utilizzo dell'appello cautelare per far valere determinati vizi.
  • Per ottenere estensione degli effetti favorevoli di un'impugnazione al proprio caso è necessario: (a) dimostrare che i motivi sono comuni e non basati su elementi personalmente riferibili al coindagato; (b) che l'impugnazione sia sorta e svolta in modo unitario e cumulativo; (c) fornire allegazioni precise e documentate e non generiche.
  • Quando si contesta la motivazione di singole misure in un ordinanza complessa, è importante specificare quali parti dell'ordinanza sono viziate e dimostrare l'incidenza oggettiva del vizio su tutte le posizioni per evitare che venga qualificato come motivo personale.

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