Cassazione Penale, Sentenza n. 21129/2024 del 29/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di conferma (Corte d'Appello Roma 09/05/2023) con due motivi principali: 1) vizio di motivazione e travisamento delle prove in relazione alla qualificazione del fatto come tentato omicidio (sosteneva che fu sferrato un solo colpo, che la lesione fu lieve e non indicativa di animus necandi, e che l'uso del coltello sarebbe stato casuale o non intenzionalmente volto a uccidere); 2) erronea applicazione delle norme sugli attenuanti generiche (artt. 62-bis e 133 c.p.), poiché l'imputato avrebbe collaborato, riconosciuto responsabilità e indicato il luogo dove aveva gettato il coltello, elementi che a suo avviso avrebbero dovuto comportare la concessione delle attenuanti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i rilievi sul tentato omicidio, poiché il giudice di merito ha fornito motivazione congrua e coerente, basata sulle dichiarazioni dei testi e sulla consulenza medico-legale che indicava la presenza di un importante vaso arterioso vicino al punto della ferita; l'idoneità dell'azione a causare la morte è stata apprezzata concretamente ex ante e la scarsa entità della lesione non esclude l'animus necandi. Il motivo relativo alle attenuanti è stato dichiarato inammissibile perché il ricorrente non ha confrontato adeguatamente la motivazione che aveva escluso valore attenuante alla presunta confessione/collaborazione, ritenuta contraddittoria e strumentale. Esito pratico: confermata la condanna a anni 7 e mesi 1 di reclusione per tentato omicidio (artt. 56 e 575 c.p.) e porto abusivo di arma (art. 699 c.p.), con condanna al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
Richiamato per la contestazione del tentativo: la valutazione dell'idoneità degli atti compiuti a cagionare la morte va fatta ex ante rispetto al momento dell'azione.
Applicato in combinato con l'art. 56 per il reato di omicidio tentato; la sentenza valorizza l'animus necandi desumibile dall'idoneità dell'azione e dalle circostanze fattuali.
art. 699 cod. pen. (porto abusivo di armi)
Usato per la contestazione del possesso e trasporto del coltello a serramanico.
art. 62-bis cod. pen. (circostanza attenuante della confessione)
Rilevato come norma di riferimento per le attenuanti generiche; la Corte ha osservato che la confessione o la collaborazione possono essere disattese quando siano incoerenti, strumentali o contrastate da altri elementi di disvalore.
art. 133 cod. pen. (determinazione della pena)
Richiamato in relazione alla quantificazione della pena e all'applicazione o esclusione delle attenuanti generiche.
art. 616 c.p.p. (spese del procedimento in Cassazione)
Norma applicata per l'addebitamento delle spese processuali al ricorrente a seguito del rigetto del ricorso.
Giurisprudenza citata: Sez. 6, n. 11194 del 08/03/2012 (Lupo)
Principio sul limite del sindacato di legittimità: la Cassazione non può riformare la valutazione delle stesse prove operata dai giudici di merito né attribuire nuovi significati ai dati probatori.
Giurisprudenza citata: Sez. 1, n. 11928 del 29/11/2018 (Comelli)
Affermata la regola secondo cui, in assenza di ammissioni, l'animus necandi si valuta sull'idoneità dell'azione concretamente considerata ex ante.
Giurisprudenza citata: Sez. 1, n. 52043 del 10/06/2014 (Vaghi)
Principio che la scarsa entità delle lesioni non esclude di per sé l'intenzione omicida; lesioni lievi possono dipendere da cause indipendenti dalla volontà dell'agente.
Giurisprudenza citata: Sez. 1, n. 42208 del 21/03/2017 (Fondino)
Chiarimenti sui limiti della efficacia della confessione e sui casi in cui il giudice può escluderne il valore attenuante (quando sia strumentale, contrastata o inerte dal punto di vista probatorio).
Massime di principio
- In Cassazione non è consentito un nuovo apprezzamento del merito e delle prove: il ricorso che si limiti a proporre una diversa lettura dei fatti, senza dimostrare un vizio logico-giuridico palese nella motivazione, è destinato al rigetto.
- L'animus necandi può essere desunto dall'idoneità concreta dell'azione e dalle circostanze (isolamento della vittima, aggressività dell'agente, uso di arma, colpo inferto a persona inerme), e non dipende esclusivamente dall'entità delle lesioni effettivamente provocate.
- La ridotta gravità della lesione non esclude automaticamente il tentato omicidio: eventi imprevedibili (movimento della vittima, errore di mira) possono spiegare esiti meno gravi pur in presenza di volontà omicida.
- Le circostanze attenuanti legate alla confessione o alla collaborazione possono essere negate se la dichiarazione è incoerente, minimizzante, strumentale o neutralizzata da altri elementi processuali contrari.
- Chi impugna deve confrontarsi puntualmente con il percorso motivazionale del giudice di merito: deduzioni generiche o valutazioni personali sulle prove sono inefficaci in sede di legittimità.
- Documentazione medico-legale che evidenzi la vicinanza a strutture vascolari vitali può rafforzare la valutazione di idoneità dell'azione a cagionare la morte e quindi sostenere l'imputazione per tentato omicidio.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 29 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21027/2024 del 29/05/2024
- Sentenza penale · 29 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21029/2024 del 29/05/2024
- Sentenza penale · 29 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21034/2024 del 29/05/2024
- Sentenza penale · 29 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21037/2024 del 29/05/2024
- Sentenza penale · 29 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21038/2024 del 29/05/2024
- Sentenza penale · 29 mag 2024Cassazione Penale, Sentenza n. 21040/2024 del 29/05/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →