Cassazione Penale, Sentenza n. 41233/2024 del 11/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza denunciando la nullità degli atti per la mancata immediata nomina di un difensore d'ufficio, dopo che il difensore di fiducia aveva depositato all'udienza del 06/04/2023 una dichiarazione di rinuncia al mandato già comunicata all'imputato. Si sosteneva che il differimento della nomina avesse leso il diritto di difesa, impedendo scelte processuali soggette a termini perentori e determinando una compromissione effettiva della tutela difensiva.
La decisione
La Corte suprema ha rigettato il ricorso. Ha richiamato la giurisprudenza contrastante ma si è pronunciata nel senso che la rinuncia del difensore non produce effetto finché non sia intervenuta la nomina di un nuovo difensore (art. 107, comma 3 cod. proc. pen.), per cui non sussiste automatica nullità degli atti processuali per la mera mancata immediata nomina. Il giudice deve verificare l'esistenza di un concreto pregiudizio per i diritti di difesa: in mancanza di elementi probatori di tale pregiudizio il ricorso è infondato. Nel caso di specie, il difensore rinunciante aveva comunque assistito l'imputato nell'udienza in cui era intervenuta la rinuncia, il dibattimento era già in corso, il nuovo difensore è stato nominato al termine dell'udienza e poi ha partecipato attivamente alle fasi successive e ha proposto appello; inoltre l'imputato aveva reso esame prima dell'escussione dei testi indicati dalla difesa. Per questi motivi il Collegio ha ritenuto assente un concreto pregiudizio e ha confermato il rigetto del ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese civili liquidate in Euro 4.300,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
ultima comma (ipotesi di minore gravità)
Richiamata per la qualificazione del reato di violenza sessuale nelle ipotesi nei confronti delle vittime minori; la Corte territoriale aveva riconosciuto la minore gravità ai sensi dell'ultimo comma
Norma richiamata quale riferimento alle nullità rilevanti; la giurisprudenza valuta la nullità in relazione all'obbligo di nomina del difensore e al concreto pregiudizio subito
Richiamata per distinguere la designazione temporanea di un sostituto (ammessa solo in ipotesi di impedimento transitorio del difensore) dalla nomina di un difensore d'ufficio ordinaria
la rinuncia non ha effetto finchè la parte non risulti assistita da un nuovo difensore di fiducia o di ufficio
Fondamento normativo della tesi che il difensore rinunciante rimane onerato dell'assistenza fino alla nomina del sostituto, sicché la mancata immediata nomina non determina di per sé nullità; occorre verificare il concreto pregiudizio
Norma richiamata in connessione all'art. 107 per i termini eventualmente concessi per la nomina del difensore
Distinzione richiamata: la nullità assoluta prevista per l'assenza obbligatoria del difensore è diversa dalla nullità automatica postulata dalla sola mancata nomina immediata
Massime di principio
- La rinuncia del difensore di fiducia non produce automaticamente effetto fino a quando non intervenga la nomina di un nuovo difensore (art. 107, comma 3 c.p.p.): pertanto la mancata immediata nomina non determina necessariamente la nullità degli atti
- Per ottenere l'annullamento degli atti/processo per carenza di difesa è necessario dimostrare un concreto pregiudizio al diritto di difesa, non bastano considerazioni astratte sulla tempestività della nomina
- Il giudice deve valutare le circostanze successive alla rinuncia (se il rinunciante ha effettivamente continuato ad assistere, se il nuovo difensore è stato poi nominato e ha esercitato le vigenti attività difensive, se l'imputato ha potuto esercitare facoltà processuali rilevanti) prima di dichiarare nullità
- La designazione di un sostituto temporaneo ai sensi dell'art. 97, comma 4 c.p.p. è ammessa solo per impedimenti transitori del difensore; non può essere utilizzata come surrogato sistematico della nomina d'ufficio dopo una rinuncia
- Se la rinuncia avviene in prossimità di termini processuali perentori è prudente documentare tempestivamente ogni pregiudizio subito (ad es. impossibilità di proporre impugnazioni, compiere scelte vincolanti) perché solo tali elementi possono sostenere una doglianza di nullità
- Per la difesa è consigliabile conservare prove (comunicazioni, verbali d'udienza, mancati contatti) che attestino l'effettiva impossibilità di tutela qualora si intenda contestare la mancata nomina del difensore d'ufficio
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