Cassazione Penale, Sentenza n. 34764/2024 del 13/09/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Magistrato di sorveglianza di Firenze aveva dichiarato inammissibile, per "difetto di interesse", l'istanza ex art. 35-ter ord. pen. presentata da Bruno Cucchiara, motivando il difetto con la mancata comparizione ripetuta del condannato in udienza. Il Tribunale di sorveglianza di Firenze, con ordinanza del 2 novembre 2023, ha dichiarato la nullità dell'ordinanza del Magistrato e ha restituito gli atti allo stesso perché decidesse nel merito. Il Magistrato, con ordinanza del 20 marzo 2024, ha sollevato conflitto negativo di competenza ai sensi degli artt. 28 e 30 cod. proc. pen., sostenendo che il reclamo contro i provvedimenti in materia di rimedi risarcitori è totalmente devolutivo al Tribunale di sorveglianza, il quale avrebbe dovuto decidere nel merito senza restituire gli atti.
La decisione
La Corte ha ritenuto sussistente il conflitto, poiché due giudici avevano contemporaneamente rifiutato di prendere cognizione della stessa questione determinando stasi processuale. Richiamando la propria giurisprudenza, la Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di sorveglianza di Firenze a decidere nel merito sul reclamo avverso i provvedimenti in materia di rimedi risarcitori e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale. La Corte ha inoltre ordinato la comunicazione immediata dell'estratto della sentenza ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e la notifica alle parti ai sensi dell'art. 32, comma 2, cod. proc. pen. Sentenza decisa il 26 giugno 2024.
Norme richiamate
Regola la situazione di conflitto di competenza fra giudici; la Corte ha ritenuto che, essendosi determinata una stasi per rifiuto contemporaneo di decidere, il conflitto rientra nelle ipotesi dell'art. 28 e va risolto dalla Corte di Cassazione.
Disciplina le conseguenze procedurali del conflitto di competenza; viene richiamato come fondamento per la procedura di risoluzione del conflitto sollevato dal Magistrato.
art. 32, comma 2, cod. proc. pen.
art. 32, comma 2, cod. proc. pen.
Stabilisce l'obbligo di comunicazione dell'estratto della sentenza ai giudici in conflitto e al pubblico ministero e la notifica alle parti; la Corte ha disposto tale comunicazione e la trasmissione degli atti al giudice dichiarato competente.
art. 35-ter ordinamento penitenziario
Norma relativa all'istanza di ristoro per periodi di detenzione; dalla sua applicazione deriva che il reclamo avverso i provvedimenti in materia di rimedi risarcitori ha natura di mezzo di impugnazione e, pertanto, è devolutivo al Tribunale di sorveglianza che deve decidere nel merito.
Massime di principio
- Il reclamo contro provvedimenti in materia di rimedi risarcitori ha natura impugnatoria e, in linea di principio, è devolutivo al Tribunale di sorveglianza: il Tribunale deve decidere nel merito, acquisendo le informazioni necessarie.
- Il Magistrato di sorveglianza non può dichiarare l'inammissibilità per "difetto di interesse" basandosi solo sulla mancata comparizione dell'interessato; la mancata presenza va valutata nelle sue cause (es. motivi di salute) prima di escludere l'interesse.
- Il Tribunale non deve restituire gli atti al Magistrato per far decidere il merito quando è investito di un reclamo devolutivo: restituire gli atti equivarrebbe a esercitare poteri di annullamento non previsti dal sistema e introdurrebbe un inammissibile regresso procedurale.
- Quando due giudici rifiutano contemporaneamente di assumere cognizione della stessa questione, va sollevato il conflitto di competenza (art. 28 e ss. cod. proc. pen.) e la Corte di Cassazione è chiamata a risolverlo.
- In caso di risoluzione del conflitto a favore di un giudice, la Corte può disporre la trasmissione immediata degli atti a quel giudice e la comunicazione/ notifica dell'estratto di sentenza ai soggetti interessati (art. 32, comma 2).
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