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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23980/2022 del 22/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso in cassazione è stato proposto avverso la sentenza del Giudice di pace di Como che aveva dichiarato Hanid Fattah colpevole del reato di ingresso o soggiorno illegale nello Stato ai sensi dell'art. 10‑bis d.lgs. n. 286/1998 (fatto occorso il 2 gennaio 2018) e lo aveva condannato alla pena di euro 6.000 di ammenda. Il ricorrente deduceva: (i) violazione di legge e mancata applicazione dell'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 34 d.lgs. n. 274/2000, avendo prodotto la ricevuta di istanza di emersione presentata il 12 giugno 2020; (ii) omessa motivazione rispetto alla richiesta difensiva di applicazione dell'art. 34, nonostante la difesa avesse concluso per il proscioglimento ai sensi di quella norma.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha constatato che il Giudice di pace non aveva motivato affatto sulla richiesta di non procedibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 34 d.lgs. n. 274/2000, non essendo possibile desumere un rigetto implicito dalla motivazione. Considerando che tale causa di non procedibilità è applicabile, ove ricorrano i presupposti, anche al reato di ingresso e soggiorno illegale (richiamate Corte cost. n. 250/2010 e giurisprudenza di legittimità), la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altro Giudice di pace dello stesso ufficio, affinché venga espressamente pronunciato sulla richiesta di applicazione dell'art. 34.

Norme richiamate

  • art. 10‑bis d.lgs. n. 286/1998

    Norma che sanziona l'ingresso o il soggiorno illegale di stranieri nel territorio dello Stato; il reato in questione è quello per cui l'imputato era stato condannato.

  • art. 34 d.lgs. n. 274/2000

    Prevede la causa di non procedibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito doveva esprimersi sulla richiesta difensiva e che la norma è applicabile anche al reato di cui all'art.10‑bis, ove ricorrano i presupposti.

  • art. 1 L. n. 68/2007

    Richiamata nella motivazione del primo giudice come norma correlata alla disciplina dell'immigrazione; citata nell'inquadramento del fatto.

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b) e lett. e))

    Indica i motivi di ricorso per cassazione richiamati dal ricorrente: vizio di legge/erronea applicazione e omessa motivazione.

  • art. 623, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione di annullare la sentenza con rinvio per nuovo giudizio ad altro giudice; norma applicata per disporre il rinvio.

  • art. 125, 192, 546, comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione al dovere motivazionale del giudice e alle garanzie processuali: l'assenza di motivazione sulla specifica richiesta difensiva integri vizio di motivazione.

Massime di principio

  • Quando la difesa chiede l'applicazione della causa di non procedibilità per particolare tenuità del fatto (art. 34 d.lgs. n. 274/2000) il giudice è tenuto a motivare espressamente sull'istanza: l'omessa pronuncia è vizio da cassazione.
  • L'istituto della particolare tenuità può essere applicato anche ai reati di ingresso e soggiorno illegale ex art. 10‑bis d.lgs. n. 286/1998, se ne sussistono i presupposti di fatto e di diritto (cfr. Corte cost. n. 250/2010 e giurisprudenza di legittimità).
  • Non è possibile ritenere implicitamente rigettata una richiesta difensiva se nella motivazione non vi è alcun riferimento al punto: il vizio non è sanabile per via interpretativa.
  • La mancata considerazione di una domanda rilevante e specifica della difesa costituisce omessa motivazione e giustifica l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio.
  • In caso di annullamento per omessa pronuncia il rinvio va disposto ad altro giudice appartenente allo stesso ufficio, che dovrà colmare la lacuna motivazionale e decidere anche sulla eventuale applicabilità della causa di non procedibilità.
  • Per ottenere l'esame dell'istituto della tenuità è utile produrre in giudizio prove documentali (es. istanza di emersione, elementi che possano dimostrare la lieve entità del fatto) e formulare espressa richiesta motivata in udienza.

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