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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17140/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di conferma della condanna emessa dal Tribunale di Perugia il 2/07/2018 per il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale (fatti in Assisi il 7/11/2013). L'imputato, assistito dagli avv.ti Guido Maria Rondoni e Alessandro Fratini, ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Perugia del 9/03/2021 che aveva confermato la condanna. Il Procuratore generale aveva chiesto l'inammissibilità del ricorso. Successivamente il difensore ha comunicato e documentato il decesso del ricorrente, determinando la questione dell'estinzione del reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per intervenuta morte del ricorrente e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, disponendo l'estinzione dei reati per morte dell'imputato. La decisione si è fondata sugli artt. 150 c.p. e 129 c.p.p. e sulla consolidata giurisprudenza che stabilisce che la morte dell'imputato dopo la proposizione del ricorso comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza, con enunciazione della causa di estinzione nel dispositivo, essendo preclusa ogni pronuncia di proscioglimento nel merito.

Norme richiamate

  • art. 150 cod. pen.

    La norma è stata applicata per affermare l'estinzione del reato per morte dell'imputato; la Corte la interpreta come causa di estinzione del reato che opera anche dopo la proposizione del ricorso.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    La Corte richiama il principio secondo cui la morte dell'imputato estingue il reato e preclude ogni eventuale pronuncia di proscioglimento nel merito (secondo comma), imponendo l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.

  • art. 23, comma 8, d.l. 137/2020 (conv. in legge n. 176/2020)

    art. 23, comma 8, d.l. 137 del 28/10/2020, conv. legge n. 176 del 18/12/2020

    Richiamata per indicare che il ricorso è stato trattato con procedura scritta in base alla normativa emergenziale e successive proroghe; rilevanza procedurale ma non decisiva sul merito dell'estinzione.

  • art. 16, comma 1, d.l. 30/12/2021 n. 228 (conv. legge n. 15/2022)

    art. 16, comma 1, d.l. 30/12/2021, n. 228, conv. con modificazioni dalla legge n. 15 del 25/02/2022

    Richiamata in relazione alla proroga delle misure processuali che hanno consentito l'uso della procedura scritta nella trattazione del ricorso.

Massime di principio

  • La morte dell'imputato dopo la proposizione del ricorso per cassazione estingue il reato e impone l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata; non è possibile ottenere una pronuncia di proscioglimento nel merito.
  • Quando il decesso interviene nel corso del giudizio di legittimità il difensore deve tempestivamente comunicare e documentare il decesso al fine di consentire alla Corte di adottare le conseguenti determinazioni (improcedibilità/annullamento).
  • L'annullamento senza rinvio per morte dell'imputato non comporta una valutazione sul merito della responsabilità penale: si tratta di una estinzione del reato per causa sopravvenuta che esaurisce il rapporto processuale.
  • Le disposizioni procedurali (es. trattamento con procedura scritta per norme emergenziali) non incidono sul principio per cui la morte del ricorrente determina l'improcedibilità del gravame e l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.

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