Cassazione Penale, Sentenza n. 2267/2022 del 20/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del 12/07/2021 del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania che aveva parzialmente accolto l'istanza di revoca/sospensione dell'ordine di demolizione contenuto in sentenza ex art.444 cod.proc.pen. n.1137/02. Denunciavano violazione dell'art.31 d.P.R. n.380/2001 e vizio di motivazione: in particolare sostenevano che, con riferimento alle opere indicate al punto 6) dell'ingiunzione della Procura, per le quali avevano presentato istanza di concessione in sanatoria (del 10/12/2004), il giudice si era limitato a dichiarare irrilevante tale istanza senza verificare i presupposti, gli eventuali ostacoli al suo accoglimento e i tempi di definizione della procedura
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati per insufficiente motivazione del Tribunale rispetto alle opere oggetto dell'istanza di sanatoria. Ha richiamato i principi secondo cui la revoca dell'ordine di demolizione è consentita solo se incide un atto amministrativo o giurisdizionale incompatibile e la sospensione è ammessa solo se, sulla base di elementi concreti, sia prevedibile l'adozione rapida di un provvedimento amministrativo o giurisdizionale in contrasto. Poiché il Tribunale si è limitato ad affermare l'irrilevanza dell'istanza di sanatoria senza valutare i possibili esiti e i tempi di definizione, la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alle opere soggette a sanatoria e ha rinviato al Tribunale di Catania per un nuovo giudizio conforme ai principi di diritto richiamati
Norme richiamate
Richiamata dai ricorrenti come parametro normativo in materia edilizia e sanatoria; la Corte richiede che, alla luce di tale disciplina, il giudice dell'esecuzione valuti l'incidenza di un'istanza di sanatoria sui provvedimenti demolitori, accertando presupposti, ostacoli e tempi di definizione
Richiamato quale fonte della sentenza penale che aveva disposto l'ordine di demolizione: la pronuncia di patteggiamento/sentenza ex art.444 costituisce titolo dell'ordine di demolizione oggetto della procedura esecutiva
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principi consolidati)
La Corte ricorda costante giurisprudenza secondo cui la revoca dell'ordine di demolizione è consentita solo se sussistono atti amministrativi/giurisdizionali incompatibili o che abbiano sanato l'immobile; la sospensione richiede una prevedibilità concreta e rapida dell'adozione di un provvedimento contrastante; la mera pendenza di una procedura non basta senza ulteriori elementi; in sede esecutiva l'istante ha onere di allegazione ma non di prova piena
Massime di principio
- La semplice presentazione di un'istanza di sanatoria non sospende automaticamente un ordine di demolizione: il giudice deve valutare se l'istanza possa realisticamente portare a un provvedimento di accoglimento e in che tempi
- Per ottenere sospensione o revoca l'interessato deve allegare fatti e elementi concreti (es. documentazione della pratica, riferimenti su assenza di cause ostative, istruttorie amministrative già avviate) che permettano al giudice di compiere una previsione favorevole e rapida
- La revoca dell'ordine di demolizione è possibile solo se esiste un atto amministrativo o giurisdizionale che renda incompatibile la demolizione; altrimenti si valuta la temporanea sospensione solo se c'è una prevedibilità concreta di provvedimento contrastante nel breve periodo
- Il giudice dell'esecuzione deve motivare specificamente la valutazione sui possibili esiti della procedura di sanatoria e sui tempi; una motivazione generica o l'omessa verifica dei presupposti è motivo di annullamento
- Chi tutela la posizione in sede esecutiva dovrebbe documentare e descrivere chiaramente lo stato della procedura amministrativa (atto presentato, istruttoria, eventuali opposizioni o cause ostative, tempi stimati) per permettere una corretta valutazione prognostica
- In caso di dubbio o di indagine documentale insufficiente il giudice può procedere a verifiche incidentalmente o rinviare per accertamenti, ma non limitarsi ad affermazioni di irrilevanza senza approfondire
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