Sentenza n. 1993/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, Sez. III, che aveva respinto il ricorso contro il rigetto dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’appellante aveva impugnato la sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso contro il provvedimento comunale di rigetto dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria presentata ai sensi dell’art. 34 del d.P.R. n. 380/2001 e riqualificata dal TAR come istanza ai sensi dell’art. 33 del medesimo decreto. Nel corso del giudizio d’appello, l’appellante ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, motivando tale sopravvenienza con la predisposizione di un progetto di demolizione dell’abuso contestato.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del gravame e ha dichiarato improcedibile l’appello. Non è stata quindi esaminata la legittimità del rigetto dell’istanza di sanatoria, né sono stati valutati i motivi di appello relativi alla riqualificazione dell’istanza operata dal TAR e alla disciplina edilizia applicabile. Le spese del giudizio d’appello sono state compensate tra le parti, in considerazione delle ragioni della sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente la definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
Richiamato dal Collegio nell’applicazione delle disposizioni processuali pertinenti.
Richiamato dal Collegio nell’ambito della disciplina processuale applicata alla definizione del giudizio.
Costituiva la base normativa dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria proposta in origine dall’interessata; la questione non è stata esaminata nel merito in appello.
Il TAR aveva riqualificato l’istanza dell’interessata come istanza riconducibile a tale disposizione; anche questa questione è rimasta assorbita dalla declaratoria di improcedibilità.
Massime di principio
- La dichiarazione dell’appellante di non avere più interesse alla decisione, quando la sopravvenienza risulti effettiva e non sia contestata in modo rilevante, comporta la declaratoria di improcedibilità dell’appello per sopravvenuta carenza di interesse.
- La predisposizione di un progetto di demolizione dell’abuso edilizio contestato può giustificare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del giudizio promosso contro il rigetto di un’istanza di sanatoria, rendendo inutile l’accertamento della legittimità dell’atto impugnato.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse impedisce al giudice di esaminare nel merito i motivi relativi alla legittimità del provvedimento amministrativo e alla qualificazione giuridica dell’istanza edilizia.
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