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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22074/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza di riesame che aveva rigettato l'istanza di dissequestro/riconsiderazione, confermando il sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma di euro 72.700,00. L'indagato deduce violazione di legge: sostiene che il Tribunale avrebbe ritenuto come reati presupposto fatti imputabili allo stesso (tra cui reati fiscali), rendendo impossibile la qualificazione della condotta come ricettazione; contesta la carenza di elementi che attestino il superamento della soglia di punibilità prevista dall'art. 5 D.Lgs. 74/2000; lamenta la mancata motivazione concreta sul periculum in mora (art. 321 co.2 c.p.p.) e la confusione, a suo avviso, tra sequestro conservativo e sequestro finalizzato alla cosiddetta confisca per sproporzione.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di Arezzo abbia dato motivazione non mancante e non meramente apparente circa il fumus del reato di ricettazione, valorizzando l'ingente entità del denaro, l'assenza di giustificazioni plausibili, le modalità anomale di confezionamento (17 mazzette) e lo stato di agitazione dell'indagato. Ha confermato che il fumus può desumersi dalle caratteristiche del bene posseduto senza accertare tutti gli estremi del reato presupposto. Quanto al periculum, la Corte ha condiviso la valutazione del Tribunale circa il rischio di dispersione e l'incapienza del patrimonio rispetto a una futura confisca. La Corte ha inoltre richiamato il limite del controllo in Cassazione sui provvedimenti cautelari reali (ricorso ammesso solo per "violazione di legge") e ha escluso che le doglianze costituiscano una violazione di legge. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    La ricettazione può essere astrattamente configurabile anche quando la provenienza illecita del denaro si desume dalle caratteristiche del bene e dalle circostanze (ingente somma contante, modalità di occultamento/confezionamento, assenza di giustificazioni). Non occorre l'accertamento pieno di tutti gli estremi del reato presupposto nel sequestro preventivo.

  • art. 325 co.1 cod. proc. pen.

    Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali è consentito solo per "violazione di legge", pertanto la Corte non può sindacare l'adeguatezza logico-argomentativa della motivazione salvo che questa manchi o sia meramente apparente.

  • art. 606 cod. proc. pen. lett. e)

    Il vizio di illogicità manifesta della motivazione è sindacabile con il motivo di cui all'art. 606 lett. e) ma, se il ricorso è limitato alla sola violazione di legge (art. 325), tale illogicità non è sindacabile in Cassazione salvo che la motivazione sia inesistente o meramente apparente.

  • art. 321 co.2 c.p.p.

    Per giustificare il periculum in mora il giudice deve indicare elementi concreti da cui risulti che la disponibilità della somma può aggravare/protrarre le conseguenze del reato o agevolare altri reati; nel caso, il Tribunale ha ritenuto sufficiente il rischio di dispersione e l'incapienza patrimoniale.

  • art. 5 D.Lgs. 74/2000

    La difesa ha contestato l'omesso accertamento del superamento della soglia di punibilità per reati fiscali; la Corte ha ritenuto che tale censura implichi una rivalutazione del merito non ammissibile nel ricorso per violazione di legge e che la verifica di tale soglia rientri nella valutazione di merito del giudice del riesame.

  • art. 12-ter D.Lgs. 74/2000

    Richiamata dalla difesa in relazione alla confisca per sproporzione; la Corte non ha accolto l'argomento come vizio di legge, rimarcando i limiti del controllo di legittimità e la sufficienza della motivazione sul rischio di dispersione.

Massime di principio

  • Nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca il "fumus" può essere fondato su elementi circostanziali: ingente somma contante, modalità anomale di confezionamento/occultamento e assenza di valida giustificazione possono consentire di ritenere astrattamente la provenienza illecita.
  • In Cassazione avverso provvedimenti cautelari reali il sindacato è limitato alla "violazione di legge": non è ammessa la rinnovata valutazione del merito o la semplice censura di (presunta) illogicità della motivazione, salvo che la motivazione sia del tutto assente o meramente apparente.
  • Per contrastare efficacemente un sequestro di denaro contante, è importante fornire documentazione probante sulla legittima provenienza (giustificativi, transazioni bancarie, contratti, atti societari) e dimostrare garanzie patrimoniali concrete per escludere il rischio di dispersione.
  • La contestazione di questioni tecniche (es. superamento della soglia di punibilità per reati fiscali) spesso costituisce una valutazione di merito e va proposta e provata nel contraddittorio di merito, non può essere trasformata in "violazione di legge" ai fini del ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali.
  • Per il periculum, occorrono elementi concreti: non basta la mera affermazione astratta che la disponibilità del bene potrebbe consentire il compimento di altri reati; il giudice può tuttavia ritenere sussistente il rischio se ricorre l'incapienza patrimoniale e la possibilità concreta di occultamento o dispersione.

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