Cassazione Penale, Sentenza n. 25647/2022 del 05/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di riesame con cui il Tribunale ha confermato il sequestro preventivo di strutture (gazebo e ampliamenti) ritenute prive di titolo abilitativo e in violazione della normativa paesaggistica e del vincolo sui beni di interesse storico. Il ricorrente deduceva: 1) sussistenza di una DIA con silenzio-assenso per i gazebo originari; 2) le opere non costituiscono "nuove costruzioni" secondo la giurisprudenza amministrativa e l'ordine di demolizione era sospeso dal TAR; 3) le opere insistevano su area pertinenziale esterna e non violavano il vincolo storico; 4) la pavimentazione era preesistente (1933) e pertanto legittima; 5) prescrizione dei reati in relazione a presunti usi già ante 2018 (matrimoni del 2017).
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo principale fosse privo di adeguata correlazione con la motivazione del provvedimento impugnato e che le doglianze si risolvessero nella richiesta di una diversa valutazione delle risultanze di fatto, al di fuori dei limiti del sindacato di legittimità sulle misure cautelari reali. Il Tribunale aveva motivatamente rilevato che i gazebo originari, pur assentiti come manufatti temporanei, erano stati trasformati in strutture ancorate e stabilizzate (impianti elettrici, di diffusione sonora, condizionamento, binari per chiusura), con ampliamento della superficie coperta di circa 125 mq, giustificando il fumus e il sequestro. Le questioni relative a titolo edilizio, carattere pertinenziale, datazione delle opere e prescrizione sono rimesse al giudice di merito. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Dispositivo che disciplina il riesame delle misure cautelari: il ricorso per riesame è stato proposto ai sensi di tale norma; la Corte richiama i limiti del sindacato in sede di Cassazione sulle decisioni cautelari.
art. 44 lett. c) d.P.R. n. 380 del 2001
Norma del testo unico dell'edilizia richiamata in relazione alla contestazione di assenza di titolo abilitativo per le opere; la Corte ha ritenuto che le strutture, trasformate in permanenti, non rientrassero nell'attività edilizia libera per opere temporanee.
art. 169 (in relazione all'art. 10) d.l.vo 42 del 2004
Norma del Codice dei beni culturali riferita alle violazioni in materia paesaggistica; richiamata rispetto alla necessità di autorizzazioni in aree vincolate.
art. 181 (in relazione agli artt. 136, 142-146) d.l.vo 42 del 2004
Norme del Codice dei beni culturali concernenti sanzioni e tutele per beni vincolati; utilizzate nella contestazione penale connessa alle opere in area sottoposta a vincolo.
Giurisprudenza Cassazione, Sez. 3, n. 38473 del 31/05/2019 (Bossone)
"le tensostrutture sono opere realizzabili in regime di attività edilizia libera, senza necessità di permesso di costruire, soltanto se funzionali a soddisfare esigenze contingenti, temporanee e destinate ad essere rimosse entro novanta giorni"
Principio richiamato dalla Corte per distinguere strutture effettivamente temporanee da quelle stabilizzate: se la struttura è stabilizzata oltre il carattere temporaneo, necessita titolo.
Giurisprudenza Cassazione, Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017
"il ricorso per cassazione contro ordinanze emesse in materia di sequestro preventivo o probatorio è ammesso solo per violazione di legge... o vizi della motivazione così radicali da rendere l'apparato argomentativo... mancante"
Richiama il perimetro del sindacato di legittimità sulle misure cautelari reali: la Cassazione non riesamina puntualmente le risultanze di fatto se la motivazione del giudice di merito è coerente e sufficiente.
Massime di principio
- Il sindacato della Cassazione sulle ordinanze di sequestro preventivo è limitato a profili di violazione di legge o a vizi motivazionali radicali; questioni di fatto e di merito restano al giudice di merito.
- Strutture temporanee/tensostrutture sono ammesse senza permesso solo se veramente contingenti e rimuovibili (nella giurisprudenza richiamata: entro 90 giorni); ancoraggio stabile, impianti fissi o chiusure permanenti trasformano la qualificazione e richiedono titolo.
- La valutazione dell'operato degli organi tecnici (sopralluoghi, verbali) e della datazione delle opere può determinare l'ammissibilità di misure cautelari; contestare l'attendibilità del sopralluogo è possibile ma va affrontato in sede di merito con prove e contraddittorio.
- Gli interventi vanno valutati nel loro complesso e non in modo atomistico; ampliamenti e integrazioni che aumentano la superficie coperta possono mutare la natura dell'opera dal punto di vista edilizio e paesaggistico.
- Questioni relative all'applicazione della normativa sui beni culturali e sulla pertinenzialità di aree rientrano nel merito e richiedono accertamenti tecnici specifici; la mera affermazione difensiva non è sufficiente in sede di legittimità.
- La prescrizione dei reati va provata con riferimento a date certe e documentate; la presenza di atti amministrativi (es. ordini di demolizione, provvedimenti del TAR) influisce sulla valutazione ma non risolve automaticamente la questione in sede cautelare.
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