Cassazione Penale, Sentenza n. 27473/2022 del 15/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Venezia del 03/06/2021 che aveva confermato la condanna per rapina, lesioni e sostituzione di persona. Il difensore deduceva: 1) errata valutazione probatoria per aver fondato la responsabilità esclusivamente sulle dichiarazioni delle persone offese (Tollot Elio e Tollot Ermes), nonostante incongruenze e aspetti oscuri; 2) errata qualificazione giuridica (si sarebbe dovuto valutare la fattispecie di cui all'art. 624 c.p. rispetto alla ricostruzione della condotta del conducente e dell'atteggiamento attivo della persona offesa); 3) erronea applicazione della recidiva e mancata considerazione dell'estinzione di alcuni precedenti; 4) mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n.6 c.p. per riparazione del danno, poiché il ricorrente aveva versato 25.000 euro a fronte di una sottrazione di 22.000 euro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto congrua la valutazione della Corte d'appello sulla attendibilità essenziale delle dichiarazioni delle persone offese (in particolare sull'impossessamento dei 22.000 euro e sul trascinamento che ha causato le lesioni a Tolot Ermes, riscontrate da certificati medici). Ha affermato che la condotta di trascinare la persona aggrappatasi integra la violenza tipica della rapina impropria. Ha ritenuto corretta la motivazione della Corte d'appello circa la recidiva e ha escluso la circostanza attenuante di cui all'art. 62 n.6 c.p. perché il risarcimento definitivo è intervenuto dopo l'ammissione al rito abbreviato (quindi non nei termini richiesti dalla giurisprudenza). Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., alla somma di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Norme richiamate
art. 192, comma 3, cod. proc. pen.
Le regole di cui all'art. 192, comma 3 non si applicano alle dichiarazioni della persona offesa; tali dichiarazioni possono da sole fondare una condanna se il giudice di merito verifica e motiva la credibilità soggettiva e l'attendibilità intrinseca del racconto, con rigore maggiore rispetto alle ordinarie testimonianze. La valutazione resta questione di fatto non sindacabile in cassazione salvo manifeste contraddizioni.
art. 628, secondo comma, cod. pen. (rapina impropria)
La Corte ha ritenuto che il trascinamento di una persona aggrappatasi al veicolo, finalizzato all'impossessamento del bene e all'impunità, costituisce violenza fisica idonea a integrare la rapina impropria.
art. 62 n.6 cod. pen. (attenuante per riparazione del danno)
Per il riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 62 n.6 è necessario che la riparazione o il risarcimento intervengano prima dell'ordinanza di ammissione al rito abbreviato (art. 438, comma 4, c.p.p.). Nel caso la corresponsione è avvenuta successivamente, quindi l'attenuante non opera.
Con il provvedimento che dichiara inammissibile il ricorso la parte privata è condannata al pagamento delle spese del procedimento; la Corte ha inoltre ritenuto di applicare la sanzione a favore della Cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
art. 438, comma 4 e art. 421 cod. proc. pen. (riferimento al rito abbreviato e tempi)
La giurisprudenza interpretata dalla Corte richiede che la riparazione del danno avvenga prima dell'ordinanza di ammissione al rito abbreviato (art. 438, comma 4); pagamenti successivi non consentono il riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62 n.6.
Massime di principio
- Le dichiarazioni della persona offesa possono, se ritenute credibili e adeguatamente motivate dal giudice, costituire base esclusiva per la condanna; la loro valutazione è però una questione di fatto con ampio margine di apprezzamento del giudice di merito e non viene rivalutata in Cassazione salvo manifeste contraddizioni.
- Il trascinamento di una persona aggrappatasi a un veicolo integra la 'violenza' necessaria per la rapina impropria: condotte di movimento del veicolo finalizzate a sottrarre il bene e assicurare l'impunità possono qualificare il reato come rapina.
- Per l'applicazione della recidiva facoltativa il giudice di merito deve dare una motivazione specifica anche se sintetica; la valutazione sulla pericolosità e la prosecuzione di un percorso delinquenziale è sindacabile in Cassazione solo se motivata in modo illogico o assente.
- La riparazione del danno ai fini dell'attenuante di cui all'art. 62 n.6 deve intervenire entro termini processuali precisi (prima dell'ordinanza di ammissione al rito abbreviato): pagamenti successivi non producono l'effetto attenuante.
- In caso di ricorso inammissibile, la parte privata può essere condannata alle spese processuali e a sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende se sussistono profili di colpa nella determinazione della inammissibilità.
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