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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08548/2025 del 28/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Torino del 6 giugno 2024. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che la vicenda riguardava l'uso di un telefono in carcere, condotta rispetto alla quale la difesa aveva invocato, da un lato, la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. e, dall'altro, la causa di giustificazione dello stato di necessità. Il ricorrente ha censurato la ricostruzione e la valutazione del fatto operate dai giudici di merito, contestando in sostanza l'esclusione di tali cause. La Corte di cassazione ha ritenuto che le doglianze fossero inammissibili perché dirette a sollecitare una nuova valutazione del fatto, non consentita nel giudizio di legittimità, e perché la sentenza di appello avrebbe già fornito motivazione adeguata sia sull'esclusione della particolare tenuità del fatto, in ragione della gravità della condotta, sia sull'insussistenza dello stato di necessità con riferimento all'utilizzo del telefono in carcere anche per ragioni diverse da quelle prospettate dalla difesa.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, ritenuta equa in relazione alle questioni dedotte. Non emerge dal testo il titolo di reato specifico contestato, ma emerge che la decisione di merito aveva escluso la particolare tenuità del fatto e lo stato di necessità in relazione all'uso di un telefono in carcere.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La Corte richiama la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto solo per osservare che la Corte di appello ne aveva correttamente escluso l'applicazione in ragione della gravità del fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità sono inammissibili le censure che, sotto l'apparente denuncia di vizi di motivazione o di diritto, mirano in realtà a ottenere una nuova valutazione del fatto e delle prove compiuta dai giudici di merito.
  • L'esclusione della particolare tenuità del fatto è sorretta da motivazione immune da censure di legittimità quando il giudice di merito valorizza la gravità concreta della condotta e la Cassazione non può sostituire a tale apprezzamento una diversa lettura del fatto.
  • La causa di giustificazione dello stato di necessità deve essere vagliata in concreto alla luce delle allegazioni difensive; se il giudice di merito esclude ragionevolmente la ricorrenza dei presupposti, la doglianza che pretenda una diversa ponderazione degli elementi fattuali è inammissibile in cassazione.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta, per legge, la condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, determinata equitativamente dalla Corte.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di giustificazioneCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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