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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33085/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione di merito. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di appello lamentando, con un primo motivo, l’erronea valutazione della consistenza delle lesioni poste a fondamento della contestazione ex art. 337 c.p., sostenendo in sostanza che la motivazione sul punto fosse carente o comunque non idonea a sorreggere la decisione. Con un secondo motivo ha censurato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e la mancata riduzione della pena. La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato, osservando che la Corte territoriale, pur senza una specifica argomentazione autonoma sul punto, aveva comunque dato conto della natura e gravità delle lesioni, coerenti con l’imputazione e con la certificazione medica richiamata, da cui risultavano un trauma alla spalla e una distorsione, con prognosi di sette giorni. Ha inoltre ritenuto che tale doglianza fosse geneticamente inammissibile in appello, poiché un eventuale annullamento non avrebbe prodotto alcun effetto utile. Il secondo motivo è stato giudicato generico e meramente riproduttivo di censure già adeguatamente disattese dalla Corte di appello, che aveva motivato il diniego delle attenuanti generiche e della riduzione di pena in relazione alla gravità della condotta e alla personalità del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    La condotta contestata è stata ricondotta alla fattispecie di resistenza o violenza a pubblico ufficiale; la Corte ha valorizzato, ai fini della tenuta della decisione, anche la consistenza delle lesioni riportate dalla persona offesa come elementi fattuali coerenti con l’imputazione.

  • circostanze attenuanti generiche

    Il diniego è stato ritenuto legittimamente motivato in relazione alla gravità della condotta e alla personalità del ricorrente.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Quando la sentenza impugnata ha comunque dato conto, anche per relationem o in modo non analitico, degli elementi fattuali essenziali posti a base della condanna, la censura in cassazione sulla tenuta della motivazione può essere dichiarata manifestamente infondata.
  • È inammissibile il motivo che, pur formalmente diretto contro la motivazione, miri in realtà a ottenere un esito privo di concreta utilità decisoria, ossia un annullamento che non potrebbe incidere sul risultato finale già raggiunto.
  • Il motivo di ricorso che si limiti a riproporre censure già confutate dal giudice di merito, senza confrontarsi specificamente con le ragioni della decisione impugnata, è generico e quindi inammissibile.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è censurabile solo se la motivazione omette di considerare elementi rilevanti o risulta manifestamente illogica; è invece sufficiente una motivazione ancorata alla gravità del fatto e alla personalità dell’imputato.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta, salvo eccezioni non emergenti, la condanna al pagamento delle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResistenza e oltraggio a pubblico ufficialePena e commisurazione
RamiProcesso penaleReati contro la PA
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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