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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10679/2023 del 13/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto del ricorso ex art. 324 c.p.p. avverso il sequestro probatorio di targhe provvisorie tedesche, copia del certificato assicurativo e carta di circolazione di un furgone Transit. Il ricorrente deduceva carenza di motivazione e violazione di legge per mancata indicazione delle finalità probatorie e delle esigenze investigative concrete, eterointegrazione del titolo cautelare da parte del Tribunale di riesame, violazione del diritto di proprietà e nullità del decreto per mancanza del fumus commissi delicti e per uso del sequestro a fini esplorativi.

La decisione

Il collegio ha dichiarato il ricorso inammissibile e l'ha ritenuto manifestamente infondato. Quanto al primo motivo, la Corte ha ritenuto che il decreto di sequestro e la motivazione del Tribunale del riesame contenevano elementi sufficienti a rendere edotto l'indagato e a consentire la verifica dell'astratta sussumibilità della condotta in fattispecie di reato, richiamando anche il verbale di Polizia Giudiziaria sottoscritto dall'indagato. Quanto al secondo motivo, il Tribunale aveva adeguatamente valutato il fumus commissi delicti confrontando le risultanze (targhe non riconosciute nelle banche dati, incongruenze nella carta di circolazione, certificato di assicurazione falsificato) con le allegazioni difensive, ritenendole insufficienti a escludere la responsabilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    disciplina il ricorso contro i provvedimenti di sequestro e autorizza il riesame; nel caso la Corte ha ritenuto che il ricorso non evidenziasse un adeguato confronto con la motivazione del provvedimento impugnato

  • art. 309 cod. proc. pen.

    norme sul decreto di sequestro probatorio e suoi requisiti formali; richiamato in relazione alle finalità e alla motivazione del sequestro

  • art. 253 cod. proc. pen.

    articolo richiamato in materia di sequestro probatorio

    imposta l'obbligo di enunciazione del fatto di reato, anche sommaria, per consentire la verifica del rapporto di pertinenzialità; la Corte ha ritenuto soddisfatti i requisiti, pur in forma sintetica

  • art. 125 cod. proc. pen.

    richiamato in connessione ai limiti e garanzie delle misure cautelari; utilizzato nel quadro delle censure sulla motivazione e sui diritti del ricorrente

  • art. 42 Cost.

    citato nella censura difensiva in relazione alla tutela della proprietà; la Corte ha ritenuto che il vincolo non fosse illegittimo alla luce delle finalità probatorie esplicitate

  • Articolo 1 Protocollo addizionale n.1 CEDU

    richiamato dalla difesa in ordine alla tutela della proprietà privata; la decisione indica che il sequestro probatorio era giustificato da esigenze investigative sufficientemente indicate

  • art. 476 cod. pen.

    una delle fattispecie penali richiamate come astrattamente configurabili dal Tribunale; la Corte ha ritenuto sussistente il fumus rispetto a questa fattispecie

  • art. 477 cod. pen.

    ulteriore norma penale indicata nell'atto di accusa: la valutazione del riesame ha giudicato gli elementi congrui anche rispetto a questa ipotesi

  • art. 482 cod. pen.

    norma richiamata congiuntamente alle precedenti per delimitare le ipotesi di reato considerate astrattamente configurabili; il Tribunale ha ritenuto che gli elementi acquisiti fossero compatibili con tali fattispecie

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio può essere autorizzato anche con una descrizione embrionale del fatto: è sufficiente che il decreto enunci in modo sommario gli elementi costitutivi per consentire al giudice del riesame di verificare l'astratta configurabilità del reato.
  • Il giudice del riesame verifica la sussistenza del fumus commissi delicti e il nesso di pertinenzialità tra gli oggetti sequestrati e il reato, non pronunciandosi sul merito ma valutando se gli elementi siano idonei a giustificare ulteriori indagini mediante l'acquisizione dei beni.
  • Non è automaticamente illegittima una motivazione sintetica del decreto di sequestro se gli elementi offerti dal P.M. (anche se non allegati) permettono all'indagato di comprendere la contestazione e al giudice di verificare la sussumibilità nell'ipotesi di reato.
  • Il tribunale del riesame non può sostituirsi illegittimamente al P.M. per creare ex novo il perimetro delle finalità del sequestro; tuttavia può ritenere sufficienti le indicazioni concise del P.M. se esse consentono la verifica dei presupposti giuridici.
  • Allegazioni difensive che prospettano circostanze esimenti o giustificative (per es. di essere vittima di truffa) non hanno di per sé il potere di escludere il fumus, salvo che siano già provate o tali da rendere manifestamente infondata l'ipotesi accusatoria.

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