Sentenza n. 3714/2026 - Napoli, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego dell'istanza di emersione adottato dallo Sportello Unico per l'immigrazione della Prefettura di Napoli
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego dell'emersione presentata ai sensi dell'art. 103, comma 1, d.l. n. 34/2020, convertito dalla l. n. 77/2020. Nel corso del giudizio ha chiesto la dichiarazione di cessata materia del contendere, rappresentando che, a seguito di una richiesta di riesame e della presentazione della documentazione necessaria, lo Sportello Unico per l'immigrazione aveva riaperto la pratica di emersione. L'Amministrazione ha confermato di avere avviato le attività propedeutiche alla celere definizione dell'istanza, riconoscendo il venir meno della posizione di contrasto tra le parti.
La decisione
Il TAR ha qualificato la richiesta di cessata materia del contendere, in base al suo contenuto sostanziale, come manifestazione del sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione del ricorso. La riapertura della pratica di emersione e il riesame dell'istanza non hanno comportato il pieno soddisfacimento dell'interesse sostanziale azionato né una nuova decisione definitiva favorevole, presupposti necessari per dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, ultimo comma, c.p.a. Il ricorso è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese di lite sono state compensate.
Norme richiamate
art. 103, comma 1, d.l. n. 34/2020, convertito dalla l. n. 77/2020
Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19
La disposizione costituisce la base normativa dell'istanza di emersione oggetto del diniego impugnato.
La cessazione della materia del contendere presuppone il pieno soddisfacimento dell'interesse sostanziale azionato e conduce a una decisione di merito.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso è dichiarato improcedibile quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
La qualificazione processuale della domanda può essere individuata dal giudice in relazione al contenuto sostanziale della richiesta e all'evoluzione della vicenda.
Massime di principio
- La riapertura o il riesame di un procedimento amministrativo, in assenza di una decisione definitiva idonea a soddisfare integralmente l'interesse sostanziale del ricorrente, non determina la cessazione della materia del contendere.
- Quando la parte dichiara di non avere più interesse alla decisione del ricorso, il giudice deve qualificare la richiesta secondo il suo contenuto sostanziale, anche se formalmente indicata come domanda di cessazione della materia del contendere.
- La cessazione della materia del contendere presuppone il pieno soddisfacimento dell'interesse sostanziale azionato; il semplice venir meno della posizione di contrasto tra le parti o la riedizione dell'attività amministrativa comporta invece, ove ne ricorrano i presupposti, l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione può essere desunta sia dalla dichiarazione della parte ricorrente sia dalla documentazione dell'amministrazione che dimostri l'evoluzione del procedimento e il venir meno dell'utilità concreta della pronuncia.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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