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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33174/2025 del 07/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: (1) violazione delle norme sul rinnovamento del dibattimento (art. 525 c.p.p. e connessi) per uso di atti istruttori compiuti da collegio in diversa composizione senza rinnovazione; (2) illegittima utilizzazione, ai sensi dell'art. 512 c.p.p., di dichiarazioni predibattimentali di testi ritenuti successivamente irreperibili, senza adeguate ricerche (anche all'estero) e senza incidente probatorio; (3) errata qualificazione giuridica del fatto come tentato omicidio (artt. 56, 575 e ss. c.p.), alla luce della perizia medico-legale limitata alle carte e della circostanza che il colpo era unico e non aveva attinto organi vitali, quindi mancante l'animus necandi.

La decisione

Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in quanto infondato. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto legittima l'utilizzazione degli atti istruttori senza rinnovazione perché la difesa non aveva chiesto il nuovo esame e aveva anzi chiesto il rinvio per discutere, circostanza interpretata come acquiescenza; la giurisprudenza di legittimità (tra cui Sez. Un.) consente la lettura delle dichiarazioni pregresse ove la parte non chieda il riesame e non indichi circostanze decisive giustificanti la rinnovazione. Sul secondo motivo la Corte ha confermato la correttezza dell'acquisizione ex art. 512 c.p.p.: l'irreperibilità è stata valutata con la "prognosi postuma" e risultava non prevedibile alla luce di elementi concreti (documenti italiani di alcuni testi, attività lavorativa), le dichiarazioni predibattimentali erano corroborate da riscontri dibattimentali (Popa, Fedeli) e non era richiesta ricerca all'estero in assenza di specifici collegamenti. Sul terzo motivo la Corte ha ritenuto congrua la qualificazione come tentato omicidio perché il colpo era idoneo e diretto a cagionare la morte (lesione dell'arteria intercostale, gravità e necessità di pronto intervento), e il perito aveva affermato che senza soccorso il colpo sarebbe potuto risultare letale.

Norme richiamate

  • art. 525 c.p.p.

    Alla deliberazione devono concorrere i giudici che hanno partecipato al dibattimento; tuttavia la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui, in caso di mutamento della composizione, la mancata richiesta di rinnovazione da parte delle difese legittima l'utilizzo delle dichiarazioni pregresse tramite lettura

  • art. 512 c.p.p.

    Consente la lettura in dibattimento di dichiarazioni rese predibattimentali per irreperibilità del dichiarante se l'evento era imprevedibile (valutato con prognosi postuma) e se sussistono adeguate garanzie procedurali e riscontri a corrobora‑zione

  • art. 526 c.p.p.

    Norme sul procedimento per l'acquisizione e utilizzazione delle prove; richiamata in relazione alla questione del rinnovamento e dell'utilizzo delle prove predibattimentali

  • art. 468, comma 1 c.p.p.

    Richiede alle parti di depositare la lista dei testimoni indicando le circostanze su cui deve vertere l'esame; la Corte ha richiamato il principio secondo cui spetta alle parti esercitare la diligenza processuale per chiedere il riesame se necessario

  • art. 61 n.1 c.p.

    Aggravante eventualmente dedotta in sede di merito; la Corte d'appello l'ha esclusa nella rideterminazione della pena

  • artt. 56, 575, 577, 582 c.p.

    Norme penalistiche relative al tentato omicidio e alle lesioni: la Corte ha ritenuto che gli elementi fattuali e la perizia giustificassero la sussistenza dell'animus necandi e la configurazione del tentato omicidio

  • Giurisprudenza CEDU (Al Khawaja e Tahery; Schatschaachwili)

    Richiamata come parametro convenzionale: le dichiarazioni predibattimentali possono costituire base dell'accertamento penale se accompagnate da garanzie procedurali e riscontri che ne corroborino l'attendibilità

Massime di principio

  • Quando cambia la composizione del collegio, l'utilizzo senza rinnovazione degli atti assunti nella precedente composizione è ammissibile se la parte interessata non chiede espressamente il nuovo esame e non indica circostanze decisive che lo giustifichino; la mancata iniziativa difensiva può essere interpretata come acquiescenza
  • Le dichiarazioni predibattimentali possono essere lette in dibattimento ai sensi dell'art. 512 c.p.p. se l'irreperibilità del dichiarante era imprevedibile alla luce delle informazioni allora disponibili (prognosi postuma) e se esistono elementi di riscontro o garanzie procedurali che ne corroborino l'attendibilità
  • Non è obbligatorio svolgere ricerche all'estero per reperire un teste straniero ove manchino elementi concreti che colleghino il teste al paese di origine; tali ricerche sarebbero meramente esplorative e non esigibili secondo criteri di ragionevolezza
  • La prova medico-legale basata sulle carte può essere utilizzata quando la visita diretta non è possibile, purché il giudice valuti le riserve del perito e le circostanze fattuali complessive (sede della lesione, arto/arteria colpita, necessità del pronto intervento) per accertare la gravità e l'idoneità del fatto a cagionare la morte
  • Per contestare in punto di diritto la sussistenza dell'animus necandi è necessario fornire elementi concreti che rendano incompatibile la ricostruzione della volontà omicida (es. elementi circa direzione del colpo, modalità incompatibili con la volontà di uccidere, contraddizioni rilevanti nelle prove)

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