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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32490/2021 del 08/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento TARI relativo agli anni d'imposta 2015 e 2016, riguardante aree scoperte utilizzate da una società per il noleggio, il deposito, la movimentazione e il magazzinaggio di container. In primo grado il ricorso della contribuente era stato respinto; in appello la Commissione tributaria regionale aveva accolto parzialmente l'impugnazione ritenendo che le aree di transito e deposito dei container fossero escluse dal tributo in base al regolamento comunale, perché secondo comune esperienza non idonee a produrre rifiuti in misura apprezzabile. Il comune ha quindi proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione dell'art. 1, comma 641, L. n. 147/2013, sostenendo che le aree scoperte adibite alle attività operative di deposito e movimentazione dei container sono aree produttive di rifiuti e dunque tassabili; con il secondo ha denunciato la violazione del medesimo art. 1, comma 641, nonché dell'art. 39 del regolamento IUC comunale, lamentando che nessuna denuncia iniziale o di variazione delle aree asseritamente escluse era mai stata presentata dalla società contribuente.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati entrambi i motivi del ricorso. Ha cassato la sentenza impugnata perché la CTR aveva escluso la tassabilità delle aree in modo presuntivo, senza pretendere dalla contribuente la prova delle obiettive condizioni di non producibilità di rifiuti e senza verificare l'adempimento dell'onere di presentare la denuncia iniziale o di variazione per ottenere l'esenzione o la riduzione. La causa è stata rinviata alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3

    È il parametro di legittimità invocato per censurare la violazione e falsa applicazione di norme di diritto.

  • art. 1, comma 641, L. 147/2013

    Individua il presupposto della TARI nell'occupazione o detenzione di locali e aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti; la Corte lo richiama per affermare la regola generale di tassabilità e il correlato onere del contribuente di provare l'esenzione o riduzione.

  • art. 39 del regolamento IUC del Comune di Pioltello

    È richiamato per la disciplina locale delle aree escluse dal tributo e della denuncia delle aree non idonee a produrre rifiuti, ma la Corte ne valorizza l'applicazione solo entro i limiti del principio generale e dell'onere probatorio del contribuente.

  • art. 62 del d.lgs. n. 507 del 1993

    È richiamato quale parametro per affermare che l'impossibilità di produrre rifiuti per natura o per il particolare uso non può essere presunta, ma deve risultare da denuncia del contribuente e da riscontri obiettivi o documentazione idonea.

Massime di principio

  • In materia di TARI, il presupposto impositivo è costituito dall'occupazione o detenzione di locali e aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti; la regola generale è quindi la tassabilità.
  • L'esenzione o la riduzione della superficie imponibile per aree che non possono produrre rifiuti, o li producono in misura non apprezzabile, integra un'eccezione alla regola generale e deve essere provata dal contribuente.
  • L'impossibilità di produrre rifiuti per natura o per il particolare uso dell'area non può essere ritenuta in via presuntiva dal giudice di merito; occorre una specifica indicazione nella denuncia originaria o di variazione e un riscontro mediante elementi obiettivi o idonea documentazione.
  • Se il giudice tributario esclude la tassabilità di un'area operativa senza verificare la prova dell'inidoneità a produrre rifiuti e senza considerare l'onere dichiarativo del contribuente, la decisione è censurabile per violazione di legge.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossione
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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