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Cassazione Penale, Ordinanza n. 17632/2025 del 09/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due imputati hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che li aveva ritenuti responsabili del delitto di resistenza a pubblico ufficiale in concorso. I ricorsi riproponevano censure già esaminate e disattese in appello: un primo motivo comune denunciava vizi di motivazione e violazione di legge sulla configurabilità del reato e del concorso tra gli imputati; un secondo e un terzo motivo contestavano l'esistenza del dolo richiesto per il delitto; un quarto motivo metteva in discussione il nesso causale tra la condotta di resistenza e le lesioni riportate da un militare. La difesa sosteneva che le condotte andassero lette separatamente e chiedeva l'accoglimento dei ricorsi; la Corte di cassazione ha rilevato invece che le doglianze miravano soltanto a ottenere una diversa ricostruzione dei fatti rispetto a quella già congruamente motivata dal giudice di merito.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, ritenendo che le doglianze fossero mera riproposizione di censure già confutate dalla Corte di appello e che la motivazione di merito fosse logica, completa e priva di lacune. In particolare, ha valorizzato la ricostruzione della condotta concorsuale e unitaria dei due imputati, la sussistenza dell'elemento soggettivo quale volontà oppositiva comune e la non atipicità del percorso causale che aveva condotto alle lesioni del militare. Conseguentemente, ha condannato ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    La condotta di opposizione fisica e verbale all'operazione di polizia è stata valutata come resistenza a pubblico ufficiale, anche in concorso tra più soggetti, quando l'azione sia unitaria e concordata.

  • art. 64 c.p.p.

    Non citato espressamente nel testo; non inserito.

  • art. 616 c.p.p.

    È la base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità.

  • art. 337 c.p.

    Richiamato implicitamente per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale oggetto del giudizio.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è consentito sollecitare una nuova valutazione del fatto quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione completa, coerente e priva di manifeste illogicità.
  • La resistenza a pubblico ufficiale può essere ravvisata anche in presenza di condotte materialmente diverse ma tra loro coordinate, se il giudice di merito accerta una volontà oppositiva unitaria e concordata.
  • Le censure che separano artificialmente le singole condotte degli imputati, ignorando la loro dimensione concorsuale, non superano il vaglio di legittimità quando la ricostruzione del merito sia logicamente argomentata.
  • Il nesso causale tra la condotta di resistenza e l'evento lesivo è configurabile quando l'azione complessiva degli agenti pone in essere un percorso causale non atipico rispetto alle lesioni verificatesi, anche se l'evento sia dipeso da più segmenti della condotta.
  • La mera riproposizione in cassazione di questioni di fatto già esaminate e disattese in appello conduce normalmente alla declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioni
RamiReati contro la PAProcesso penale
IstitutiConcorso di personeNesso di causalità

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