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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38890/2023 del 25/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso per cassazione denunciando: 1) omissione di pronunzia e violazione di legge (artt. 129 cod. proc. pen. e 157 cod. pen.) per mancata declaratoria di prescrizione, sostenendo che il termine di prescrizione fosse già maturato alla data della celebrazione del giudizio in appello; 2) violazione dell'art. 548 cod. proc. pen. per mancato avviso alla difesa del deposito della sentenza, ritenuto avvenuto fuori termine (deposito il 21/06/2022 mentre il dispositivo era del 23/03/2022).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto corretta la valutazione della prescrizione effettuata dalla Corte territoriale: a seguito del riconoscimento di due aggravanti il termine di prescrizione correttamente calcolato scade il 7 febbraio 2027, quindi non era maturato al 23 marzo 2022. Ha inoltre ritenuto infondato il rilievo sul deposito tardivo della sentenza, considerato avvenuto entro il termine di 90 giorni decorrenti dalla lettura del dispositivo (23/03/2022 + 90 giorni = 21/06/2022). Per l'inammissibilità del ricorso non ha assunto rilievo l'entrata in vigore della normativa che ha reso il reato procedibile a querela, richiamando il principio delle Sezioni Unite che esclude l'obbligo di avviso alla persona offesa quando il ricorso è inammissibile. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria (euro 3.000).

Norme richiamate

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato dai ricorrenti per lamentare omissione di pronunzia; la Corte ha ritenuto infondata la censura perché la prescrizione non era maturata, quindi non v'è stata omissione di giudizio sulla prescrizione.

  • art. 157 cod. pen.

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla prescrizione; la Corte ha calcolato il termine applicando le aggravanti riconosciute e ha concluso che la prescrizione sarebbe maturata solo il 7/02/2027.

  • art. 548 cod. proc. pen.

    Invocato per la mancata comunicazione alla difesa del deposito della sentenza; la Corte ha ritenuto manifestamente infondato il motivo perché il deposito è avvenuto entro i 90 giorni dalla lettura del dispositivo, quindi non è tardivo.

  • art. 544, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiesto implicitamente rispetto alla pubblicazione mediante lettura del dispositivo; la Corte ha considerato il termine dei 90 giorni decorrente dalla lettura del dispositivo per il deposito in cancelleria.

  • D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (e successiva disciplina normativa correlata)

    La norma, intervenuta dopo i fatti, ha previsto che il reato sia procedibile solo a querela; la Corte ha ritenuto la questione irrilevante dato che i ricorsi erano inammissibili e ha richiamato il principio delle Sezioni Unite che esclude l'avviso alla persona offesa quando il ricorso è inammissibile.

  • Sez. U, n. 40150 del 21/6/2018 (Salatino)

    Giurisprudenza delle Sezioni Unite richiamata per il principio secondo cui, in materia di condizioni di procedibilità introdotte per legge successiva, l'inammissibilità del ricorso esclude l'obbligo di dare avviso alla persona offesa per l'eventuale esercizio della querela.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione all'applicazione delle spese e delle sanzioni: la Corte, non ravvisando assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, ha confermato la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.

  • Corte Costituzionale, sent. n. 186 del 13/6/2000

    Richiamata per il principio circa l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte di Cassazione lo ha ritenuto applicabile ai fini dell'applicazione delle sanzioni in caso di ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • Il calcolo della prescrizione deve tener conto delle aggravanti e attenuanti riconosciute in sentenza: l'aggravamento della pena aumenta la durata del termine prescrizionale; controllare sempre la pena concreta inflitta per determinare la scadenza della prescrizione.
  • Il termine per il deposito della sentenza, quando il dispositivo è letto in udienza ai sensi dell'art. 544 c.3 c.p.p., decorre dalla data di lettura e il deposito in cancelleria entro 90 giorni da quella data è considerato tempestivo: le difese che contestano tardività devono verificare il computo esatto dei giorni.
  • La mancata pronuncia sulla prescrizione è rilevante solo se, al momento della decisione impugnata, la prescrizione era effettivamente maturata; l'onere di dimostrare la maturazione ricade su chi assume l'estinzione del reato per prescrizione.
  • Se un reato viene reso procedibile solo a querela da una normativa intervenuta dopo il fatto, l'obbligo di dare avviso alla persona offesa per l'esercizio della querela può essere escluso quando il ricorso sia inammissibile (principio delle Sezioni Unite): verificare sempre lo stato processuale attuale prima di invocare la nuova condizione di procedibilità.
  • La dichiarazione di inammissibilità in Cassazione può comportare condanna alle spese e sanzione pecuniaria a carico del ricorrente; è opportuno valutare con attenzione la fondatezza dei motivi prima di proporre ricorso per evitare sanzioni.
  • La tempestività e la correttezza delle richieste difensive in appello (es. istanza di non doversi procedere per prescrizione) devono risultare dagli atti e dal dibattimento affinché la Corte territoriale le esamini: documentare e formalizzare chiaramente le eccezioni processuali.

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