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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38796/2022 del 13/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 17/01/2022 che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro probatorio del 22/12/2021 (sequestro di n. 2547 costumi "Uomo Ragno") emesso dal Pubblico Ministero nei confronti della società Pegasus s.r.l. unipersonale. La ricorrente, rappresentante legale della società e iscritta nel registro delle notizie di reato, ha dedotto che, pur non avendo l'interesse "tipizzato" (la restituzione), avrebbe comunque interesse alla decisione del Tribunale in ordine all'astratta configurabilità del reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse concreto ed attuale della ricorrente alla proposizione del gravame. Ha ritenuto che l'interesse normalmente richiesto per impugnare i provvedimenti cautelari sia l'interesse alla restituzione dei beni e che tale interesse spettasse alla società Pegasus s.r.l., la quale non aveva proposto alcuna impugnazione. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 355 cod. proc. pen., comma 3

    Richiamato in relazione alla decisione di inammissibilità del riesame per carenza di interesse; la norma è stata utilizzata per sottolineare che l'impugnazione deve essere proposta da chi ha interesse e che l'assenza di tale interesse comporta l'inammissibilità.

  • art. 568 cod. proc. pen., comma 4

    Principio secondo cui per proporre un'impugnazione è necessario avere un interesse; la Corte lo applica per affermare che anche il ricorso al Tribunale del riesame richiede un interesse concreto ed attuale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma invocata per irrogare una somma a titolo di ammenda alla ricorrente, valutando profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso.

  • artt. 648 e 474 cod. pen.

    Norme penali indicate come i reati per i quali è stato disposto il sequestro probatorio (reati contestati all'indagata/società); qui sono citate come oggetto delle indagini che hanno determinato il sequestro.

Massime di principio

  • Per essere ammesso il riesame avverso un provvedimento di sequestro è necessario un interesse concreto e attuale del ricorrente: non è sufficiente un interesse meramente astratto o ipotetico alla pronuncia sulla configurabilità del reato.
  • L'interesse normalmente richiesto nella procedura cautelare è l'interesse alla restituzione della cosa sequestrata: chi ha titolo a chiedere la restituzione (es. il proprietario o il soggetto giuridico intestatario dei beni) è il soggetto legittimato a impugnare.
  • Il rappresentante legale di una società può proporre impugnazioni a condizione che agisca nell'interesse effettivo e formale della società; se la società stessa non impugna, la sola posizione personale del rappresentante potrebbe non essere sufficiente per attestare l'interesse richiesto.
  • In caso di impugnazioni manifestamente infondate o proposte senza l'interesse necessario, il ricorrente può essere condannato alle spese e a sanzioni (art. 616 c.p.p.), con valutazione di eventuale colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
  • Prima di proporre il riesame contro un decreto di sequestro probatorio è opportuno verificare chi è il titolare giuridico dei beni e predisporre l'impugnazione da parte del soggetto che vanti un interesse diretto alla restituzione o alla esclusiva disponibilità del bene.

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