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Cassazione Civile, Ordinanza n. 08474/2026 del 04/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda risarcitoria proposta dalla proprietaria di un immobile adibito a civile abitazione, sito nel territorio comunale, per i danni subiti in conseguenza di un allagamento da acque reflue e fognarie verificatosi il 1° ottobre 2018. La domanda era stata accolta in primo grado, ma la Corte d'appello ha riformato la decisione ritenendo provata l'eccezionalità delle precipitazioni atmosferiche e quindi il caso fortuito, idoneo a escludere la responsabilità del comune custode ex art. 2051 c.c. La ricorrente ha proposto due motivi: con il primo ha denunciato vizi processuali e violazione delle norme sulla consulenza tecnica d'ufficio, sostenendo che il CTU avesse illegittimamente acquisito e utilizzato dati pluviometrici non ritualmente prodotti dalle parti, trasformando la CTU da deducente in percipiente e supplendo all'onere probatorio del comune; ha inoltre invocato la violazione dell'art. 2051 c.c. e dell'art. 2697 c.c. per avere la Corte d'appello ritenuto provato il fortuito senza una prova valida e senza dati certi e verificabili. Con il secondo motivo ha denunciato l'omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che l'evento meteorologico non fosse stato adeguatamente indagato ai fini della configurabilità del caso fortuito.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto per quanto di ragione il primo motivo, limitatamente alla censura di violazione dell'art. 2051 c.c., ritenendo corretto invece il passaggio della sentenza d'appello sulla possibilità per il CTU di acquisire, entro i limiti del contraddittorio e del quesito, elementi documentali utili anche se non prodotti dalle parti, purché non si tratti di fatti principali diversi da quelli dedotti. Tuttavia ha cassato la sentenza impugnata perché il caso fortuito, fondato sull'eccezionalità delle precipitazioni, può essere affermato solo sulla base di dati pluviometrici riferiti al luogo specifico della res custodita e provenienti da fonti certe e qualificate; nel caso concreto, i dati utilizzati non risultavano adeguatamente ancorati al territorio interessato né a fonti sufficientemente precise. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. La causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Napoli in diversa composizione anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 2051 c.c.

    La responsabilità del custode è esclusa solo se il caso fortuito, come le precipitazioni atmosferiche eccezionali, è provato sulla base di dati scientifici obiettivi, riferiti al contesto specifico della res custodita e provenienti da fonti certe e qualificate.

  • art. 2697 c.c.

    La parte che invoca l'esimente del fortuito resta onerata della relativa prova; il giudizio non può supplire alla mancanza dell'onere probatorio della parte obbligata.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato come norma processuale asseritamente violata per l'introduzione di fatti e dati non ritualmente acquisiti, ma la relativa censura è stata ritenuta infondata nei limiti in cui riguardava fatti secondari o accessibili pubblicamente.

  • art. 115 c.p.c.

    Invocato in relazione all'utilizzo di dati non prodotti dalle parti; la Corte ha precisato che il CTU può acquisire elementi utili, entro i limiti del contraddittorio e del mandato conferito.

  • art. 156 c.p.c.

    Richiamato tra le norme processuali asseritamente violate a fondamento della dedotta nullità della CTU.

  • art. 191 c.p.c.

    Il consulente deve rispondere con precisione e coerenza ai quesiti del giudice, ma può utilizzare elementi accessibili e pertinenti all'incarico, se il contraddittorio è garantito.

  • art. 194 c.p.c.

    Richiamato con riferimento ai limiti dell'attività del CTU e all'acquisizione di documenti nel corso delle operazioni peritali.

  • art. 92 disp. att. c.p.c.

    Invocato quale parametro dei poteri del consulente tecnico e dei limiti delle operazioni peritali.

  • art. 360 c.p.c.

    I motivi di ricorso sono stati incardinati rispettivamente su violazione di legge/procedura e omesso esame di fatto decisivo.

  • art. 366 c.p.c.

    Richiamato incidentalmente in tema di chiarezza e sinteticità del ricorso.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Norma processuale richiamata per la trattazione camerale del ricorso.

  • L. 24 febbraio 1992, n. 225

    Richiamata in relazione alla disciplina previgente dello stato di emergenza, non idonea da sola a fondare la prova del caso fortuito.

  • d.lgs. 2 gennaio 2018, n. 1

    Richiamato come Codice della protezione civile, in tema di eventi meteorologici eccezionali e stato di emergenza.

Massime di principio

  • In tema di responsabilità da cosa in custodia, il caso fortuito rappresentato da precipitazioni atmosferiche può escludere la responsabilità del custode solo se l'evento è oggettivamente imprevedibile ed eccezionale, secondo una verifica ancorata a dati pluviometrici di lungo periodo e specificamente riferiti al luogo in cui è collocata la cosa custodita.
  • L'accertamento dell'eccezionalità delle piogge non può fondarsi su dati generici, su fonti non chiaramente individuate o su rilevazioni non riferite al contesto territoriale della res custodita; occorrono dati obiettivi, verificabili e provenienti da fonti certe e qualificate.
  • Il consulente tecnico d'ufficio può acquisire anche documenti o informazioni non prodotti dalle parti, quando siano funzionali alla risposta ai quesiti e riguardino fatti accessori o rilevabili d'ufficio, ma deve comunque rispettare il contraddittorio e non può supplire all'allegazione e prova di fatti principali riservati alle parti.
  • La nullità della consulenza tecnica derivante dall'acquisizione di materiale senza contraddittorio è relativa e deve essere tempestivamente eccepita dalla parte nella prima difesa utile successiva alla conoscenza del vizio.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità del custodeProveImpugnazioni
RamiResponsabilità civileProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

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