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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37180/2025 del 14/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il PM ha proposto ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale della libertà di Padova che aveva annullato il decreto di convalida del sequestro preventivo e il decreto di sequestro emessi sul manufatto edilizio abusivo realizzato dall'indagato. Il PM ha dedotto: (1) violazione dell'art. 44 d.P.R. 380/2001 per un presunto evidente aumento del carico urbanistico trattandosi di opera in zona agricola; (2) violazione dell'art. 44 d.P.R. 380/2001 e pericolo per la pubblica incolumità perché l'indagato, pur iscritto alla Camera di commercio, non risulta abilitato all'attività di autoriparazione; (3) rilievo relativo all'ammissione dell'indagato all'estinzione agevolata della contravvenzione in materia di rifiuti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato il principio dell'art. 325 c.p.p. secondo cui il ricorso per cassazione contro misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge intesa come inesistenza o mera apparenza della motivazione. Sul merito ha ritenuto: il primo motivo inammissibile perché il PM non ha provato né argomentato specificamente l'aumento del carico urbanistico né ha indicato come la disponibilità del bene incidesse concretamente sul territorio; il secondo e il terzo motivo inammissibili per genericità e per essere, in larga parte, questioni di fatto o di merito non sindacabili in cassazione sotto il vizio di legge invocato. Inoltre la difesa aveva depositato atti (demolizione del manufatto abusivo e presentazione di SCIA per sanatoria della platea in cemento) che, seppur valutazione di merito, evidenziavano la sopravvenuta carenza di interesse del ricorso. Conseguenza pratica: permane l'ordinanza del Tribunale della libertà che aveva annullato i provvedimenti di sequestro.

Norme richiamate

  • art. 44 d.P.R. 380/2001

    Norma urbanistica richiamata dal PM per sostenere l'aumento del carico urbanistico dovuto all'opera; la Corte richiede una valutazione puntuale e dinamica del "carico urbanistico" e non accetta deduzioni generiche.

  • art. 325 c.p.p.

    Stabilisce che il ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge intesa come inesistenza o mera apparenza della motivazione; la Corte ha applicato questa limitazione per respingere il ricorso.

  • art. 611 c.p.p. (memoria difensiva)

    Richiamato proceduralmente perché la difesa ha depositato memoria ai sensi dell'art. 611 c.p.p.; la memoria ha evidenziato fatti (demolizione, SCIA) rilevanti per la carenza di interesse del ricorso.

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Richiamato in argomento come rimedio diverso: le doglianze di illogicità o contraddittorietà della motivazione non possono essere esercitate via art. 325 (cassazione per misure reali) se non rientrano nel concetto di inesistenza o mera apparenza della motivazione, ma vanno prospettate come vizio di motivazione ai sensi dell'art. 606, lett. e).

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge intesa come inesistenza o mera apparenza della motivazione: questioni di fatto o di merito generiche sono inammissibili.
  • Nel caso di illeciti edilizi il "carico urbanistico" è un concetto relazionale e va motivato in modo specifico e dinamico: non basta affermare genericamente un aumento del carico urbanistico, bisogna indicare come e in quale misura l'opera incida sulle esigenze di infrastrutture e opere collettive.
  • Quando l'immobile abusivo è già ultimato il periculum in mora connesso al carico urbanistico richiede una spiegazione puntuale del nesso tra disponibilità del bene e possibile aggravamento dell'offesa; formule stereotipate o generiche non sono sufficienti.
  • Le censure fondate su fatti nuovi o valutazioni di merito (es. abilitazioni professionali, pericolo di incidenti dovuti a imperizia) non sono idonee per la cassazione per violazione di legge e devono essere trattate nei gradi di merito o con altri mezzi processuali.
  • La sopravvenuta rimozione della cosa sequestrata o la sanatoria/demolizione può determinare la carenza di interesse del ricorrente e rendere il ricorso privo di efficacia pratica; è importante segnalare tempestivamente tali elementi al giudice.

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