Cassazione Penale, Sentenza n. 32713/2024 del 20/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
NCIR era stato condannato per il reato di cui all'art. 73 commi 1 e 4 del DPR 309/90 (detenzione di cocaina e hashish) in concorso con ZOUARI Rached, poiché la sostanza era stata trovata nella stanza dell'abitazione occupata da ZOUARI dove il ricorrente era presente. La Corte d'Appello aveva ritenuto inattendibili le ritrattazioni del coimputato e aveva valorizzato la presenza nella stanza, una somma di denaro e materiale per il confezionamento come elementi indicativi di compartecipazione (anche in termini di custodia/agevolazione). Il ricorso denunciava motivazione apparente, omissione di confronto con le censure difensive, e manifesta illogicità nella ricostruzione della condotta di concorso, sostenendo che la coabitazione e l'ospitalità occasionale, l'assenza di chiavi e il fatto che lo stupefacente fosse custodito all'interno di una borsa non potevano da soli dimostrare la responsabilità quale detentore o co-detentore.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato la sentenza impugnata nei confronti di NCIR per vizio motivazionale e carenza del necessario apparato indiziario. La Corte ha osservato che il giudice distrettuale ha fondato la responsabilità su inferenze indiziarie prive del requisito di certezza (art. 192 c.2 c.p.p.) e su una premessa indiziaria non adeguatamente verificata (tra cui le dichiarazioni ritrattate del coimputato). È stato sottolineato che la sola coabitazione o ospitalità e la presenza di droga in una stanza (custodita in una borsa) non sono sufficienti a provare il concorso senza elementi che dimostrino un apporto consapevole e agevolativo (es. comprovata custodia, attività di confezionamento riferibile al ricorrente, occultamento attivo, ostacolo alle forze dell'ordine, ecc.). Sentenza annullata e rinvio alla Corte d'Appello di Perugia per nuovo giudizio.
Norme richiamate
DPR 309/1990 art. 73 commi 1 e 4
Norma penale che sanziona la detenzione e il traffico di sostanze stupefacenti; nel caso era la fattispecie contestata (detenzione ai fini di spaccio) ma la Corte ha ritenuto che la prova del concorso nella detenzione non fosse sufficientemente dimostrata.
Codice di procedura penale, art. 192 comma 2
Richiesta di "certezza" degli indizi: ciascun elemento indiziario deve essere un fatto certo e verificato; la sentenza sottolinea che non è ammessa la costruzione di una prova indiziaria basata su presunzioni di secondo grado (praesumptio de praesumpto).
Giurisprudenza della Cassazione (es. Sez. Un. n. 33748/2005; Sez. 1 n. 44324/2013; Sez. 1 n. 18149/2015 e altra giurisprudenza citata)
Principi consolidati in tema di prova indiziaria: necessità di valutare singoli indizi nella loro certezza/qualità e poi integrarli unitariamente; divieto di fondare la condanna su una presunzione di secondo grado; distinzione tra coabitazione/connivenza passiva e concorso attivo che richiede apporto materiale o morale concreto.
Massime di principio
- La sola coabitazione o ospitalità in un immobile dove è rinvenuta droga non è sufficiente a configurare il concorso nella detenzione: è necessario dimostrare un apporto consapevole e agevolativo (custodia, partecipazione al confezionamento, occultamento, attività di spaccio).
- Le inferenze indiziarie devono poggiare su fatti certi e non su presunzioni di secondo grado: ogni elemento indiziario va prima verificato singolarmente nella sua certezza e poi integrato in un ragionamento unitario.
- Le dichiarazioni ritrattate del coimputato non possono costituire da sole e senza riscontri oggettivi la base per ritenere la responsabilità dell'altro occupante.
- La presenza di sostanze o denaro "in bella vista" perde rilevanza se i beni erano comunque custoditi in contenitori chiusi (es. borsette), salvo ulteriori elementi che colleghino oggettivamente la disponibilità al singolo imputato.
- L'assenza di chiavi o altri indizi di dipendenza tra conviventi non costituisce di per sé prova di collaborazione o responsabilità penale; occorre valutare spiegazioni alternative e cercare elementi probatori concreti.
- Per sostenere un'accusa di concorso nella detenzione di stupefacenti è opportuno raccogliere elementi obiettivi diretti (es. riscontri patrimoniali, comunicazioni, prove tecniche, sequestri distinti, impronte, video, riscontri sul confezionamento) che colleghino la droga a una specifica responsabilità.
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