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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17207/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Catania che aveva dichiarato non doversi procedere per difetto della condizione di procedibilità (querela) relativamente al furto di energia elettrica. Il Procuratore Generale ha dedotto che il giudice di merito aveva erroneamente ritenuto tardiva la contestazione, o comunque inesistente, della circostanza aggravante prevista dall'art. 625, co. 1, n. 7) c.p. (beni destinati a pubblico servizio). Tale aggravante, se correttamente contestata, rende il reato di furto procedibile d'ufficio ai sensi della nuova formulazione di art. 624 c.p. (co. 3) introdotta dal d.lgs. n. 150/2022.

La decisione

Il ricorso del Procuratore Generale è stato accolto. La Corte di Cassazione ha ritenuto che il capo di imputazione conteneva elementi descrittivi e qualificativi sufficienti (furto di energia mediante allaccio abusivo alla rete ENEL) per rendere manifesto che il bene sottratto era destinato a servizio rivolto a un numero indeterminato di utenti, quindi idoneo a integrare la circostanza aggravante di cui all'art. 625, co. 1, n. 7). Ne consegue che il reato è procedibile d'ufficio: la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Catania per nuovo giudizio conforme al principio espresso dalla Cassazione.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 624

    Il furto in generale è disciplinato dall'art. 624. Dopo la modifica operata dal d.lgs. n. 150/2022 (introduzione del co. 3), la procedibilità è in linea generale a querela della persona offesa salvo eccezioni che mantengono la procedibilità d'ufficio per determinati casi aggravati.

  • Codice penale, art. 625, co. 1, n. 7)

    Prevede la circostanza aggravante per il furto commesso su cose destinate a pubblico servizio; la sua sussistenza rende il furto procedibile d'ufficio. La circostanza ha natura valutativa e richiede verifica sulla concreta destinazione del bene.

  • D.lgs. n. 150/2022, art. 2, lett. i)

    Ha modificato la disciplina della procedibilità del furto (introducendo l'art. 624, co. 3 c.p.), prevedendo la regola generale della procedibilità a querela e mantenendo eccezioni per i furti con determinate aggravanti (tra cui la destinazione a pubblico servizio).

  • Codice di procedura penale, art. 129

    Il difetto di condizioni di procedibilità (es. querela mancante o spirata) comporta improcedibilità rilevabile d'ufficio dal giudice; tuttavia occorre prima valutare se l'imputazione originaria contenga elementi che rendono il reato procedibile d'ufficio.

  • Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 6, par. 3, lett. a)

    Garantisce il diritto dell'imputato a essere informato della natura e dei motivi dell'accusa; da ciò deriva l'esigenza che la contestazione delle aggravanti sia formulata con sufficiente chiarezza e dettaglio per permettere l'esercizio della difesa.

  • Sezioni Unite, sentenza 'Sorge' (Sez. U., n. 24906/2019)

    Principio secondo cui le circostanze aggravanti di natura valutativa richiedono nell'imputazione una esplicitazione della valutazione compiuta dal pubblico ministero; la contestazione in fatto è ammissibile se l'imputazione contiene elementi descrittivi e qualificativi sufficienti a informare l'imputato.

  • Corte EDU, sentenza Drassich c. Italia

    Evidenzia il divieto di 'sorprese' accusatorie: la qualificazione aggravata non comunicata anteriormente può integrare violazione dell'art. 6 CEDU se impedisce la preparazione della difesa.

Massime di principio

  • La circostanza aggravante 'beni destinati a pubblico servizio' ha natura valutativa: non è automatica per il bene (es. energia elettrica) ma richiede accertamento della concreta destinazione; tuttavia può essere ritenuta contestata in fatto se il capo di imputazione fornisce elementi descrittivi e qualificativi che rendono manifesto il carattere pubblicistico del bene (es. danno a ENEL, allaccio alla rete di distribuzione).
  • Dopo la modifica normativa del 2022, il furto è in linea generale procedibile a querela, ma le aggravanti elencate nell'art. 625 co.1 (tra cui n.7) mantengono la procedibilità d'ufficio: dunque l'esistenza di tali aggravanti cambia la condizione di procedibilità e va verificata puntualmente.
  • Il pubblico ministero può integrare la contestazione di aggravanti, ma l'efficacia di tale integrazione dipende non tanto dalla mera tempestività formale quanto dalla presenza, nel capo d'imputazione originario o nella contestazione stessa, di elementi che consentono all'imputato di conoscere e difendersi dalla prospettazione aggravata.
  • Il giudice deve valutare ex officio l'eventuale improcedibilità per decorso del termine di querela, ma prima deve accertare se l'imputazione renda già il reato procedibile d'ufficio; un giudice non può dichiarare improcedibile il fatto se l'imputazione contiene elementi sufficienti a integrare un'aggravante che preserva la procedibilità d'ufficio.
  • Per i pubblici ministeri: esplicitare sempre nelle contestazioni (e nei capi di imputazione) la natura pubblicistica del bene e gli elementi fattuali che giustificano l'aggravante per evitare decisioni di improcedibilità. Per la difesa: contestare tempestivamente la mancanza di specificità dell'imputazione e chiedere chiarimenti sulle qualificazioni aggravanti per evitare 'sorprese' in giudizio.

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