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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47172/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Bari che aveva dichiarato la nullità del decreto di giudizio immediato emesso nei confronti di Donato Mottola. L'atto di impugnazione deduceva violazione di legge (in relazione all'art. 453 c.p.p.) e vizio di motivazione per mancata e illogica valutazione, sostenendo che non vi fosse alcuna immutatio facti ma solo una descrizione più dettagliata del fatto già addebitato in sede di misura cautelare.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso del Procuratore. Ha ritenuto che il decreto di giudizio immediato, essendo atto interlocutorio inerente all'accesso al rito semplificato, non sia normalmente impugnabile in Cassazione se non nell'eccezione estremamente limitata dell'abnormità dell'atto, che nel caso di specie non ricorreva. La Corte ha osservato che l'ordinanza del Tribunale, pur eventualmente illegittima, non era abnorme né tale da determinare una stasi processuale insuperabile, posto che il pubblico ministero può esercitare nuovamente l'azione penale. Ha inoltre richiamato la giurisprudenza che consente al giudice del dibattimento di rilevare vizi procedimentali rilevanti dell'atto introduttivo (es. mancato valido interrogatorio o invito a presentarsi) sanzionati da nullità ai sensi degli artt. 178 e 180 c.p.p. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e l'ordinanza impugnata confermata.

Norme richiamate

  • art. 319 cod. pen.

    Norma che individua il reato contestato all'imputato; menzionata per riferire l'imputazione originaria nei confronti di Mottola Donato

  • art. 453 cod. proc. pen.

    Regola il giudizio immediato; il ricorrente sosteneva che il decreto fosse viziato per immutatio facti in contrasto con tale norma, mentre la Corte ha valutato che la mera maggiore articolazione della descrizione non integra automaticamente immutatio

  • art. 586 cod. proc. pen.

    Stabilisce la non impugnabilità in Cassazione dell'ordinanza con cui il giudice del dibattimento si pronuncia su eccezioni di nullità dell'atto introduttivo; la Corte ha richiamato questo principio per escludere il sindacato ordinario in Cassazione

  • art. 178, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Norma sulle nullità relative connesse alla partecipazione dell'imputato; la Corte ha ricordato che vizi relativi all'intervento dell'imputato (es. mancato invito) possono giustificare la declaratoria di nullità da parte del giudice del dibattimento

  • art. 180 cod. proc. pen.

    Indica gli effetti delle nullità processuali; la sentenza richiama la possibilità di nullità sanzionate da tale disposizione quando sono lesi diritti difensivi dell'imputato

Massime di principio

  • Il decreto di giudizio immediato è in linea di massima atto interlocutorio e non impugnabile in Cassazione se non nel caso eccezionale di abnormità dell'atto
  • La semplice maggiore specificazione descrittiva del fatto rispetto a precedenti provvedimenti non equivale automaticamente a immutatio facti; occorre valutare se il nucleo essenziale dell'addebito sia cambiato
  • Il giudice del dibattimento può rilevare e dichiarare la nullità di atti introduttivi quando vi siano vizi relativi alla partecipazione dell'imputato (per es. mancato interrogatorio o invito a presentarsi), e può disporre la restituzione degli atti al pubblico ministero
  • L'abnormità è una soglia molto elevata per il sindacato in Cassazione: riguarda atti radicalmente avulsi dall'ordinamento o che determinano la paralisi del procedimento; un provvedimento meramente illegittimo non soddisfa questo requisito
  • La dichiarazione di nullità che non determina una stasi insanabile del procedimento non impedisce al pubblico ministero di esercitare nuovamente l'azione penale secondo le forme ordinarie

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