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Cassazione Penale, Ordinanza n. 40506/2025 del 16/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando indirettamente la condanna già pronunciata nei gradi di merito. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, in ragione della manifesta infondatezza della doglianza sulla prescrizione.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna di primo grado per una violazione del Codice della strada, sostenendo un unico motivo: violazione di legge per mancato riconoscimento della prescrizione del reato. Secondo la difesa, anche tenendo conto della sospensione del termine di prescrizione considerata dalla Corte territoriale (pari a mesi 18 e giorni 21), il reato si sarebbe comunque estinto nel novembre 2024, quindi prima della decisione d'appello. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, osservando che la Corte d'appello aveva correttamente computato la sospensione ex art. 159 c.p. nel testo introdotto dalla l. n. 103/2017, secondo il criterio richiamato dalle Sezioni Unite n. 20989/2024, per cui alla data della sentenza la prescrizione non era ancora maturata.

Norme richiamate

  • art. 116, commi 15-17, Codice della strada

    Norma incriminatrice oggetto della condanna confermata nei gradi di merito; la sentenza di legittimità non ne esamina il contenuto tipico, ma prende atto della contestazione e della conferma della responsabilità.

  • art. 159 c.p.

    La sospensione del termine di prescrizione va computata secondo il testo introdotto dall'art. 1 della l. 23 giugno 2017, n. 103; applicato tale computo, il reato non risultava ancora prescritto alla data della decisione d'appello.

  • art. 1 legge 23 giugno 2017, n. 103

    Richiamato quale fonte normativa del testo dell'art. 159 c.p. applicato per il calcolo della sospensione della prescrizione.

  • Sez. U n. 20989 del 12/12/2024, dep. 2025, Rv. 288175-01

    Precedente di legittimità utilizzato per il criterio di computo della sospensione della prescrizione, con esito sfavorevole alla tesi difensiva.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, la doglianza sulla prescrizione è manifestamente infondata quando il giudice di merito abbia correttamente applicato il regime della sospensione del termine prescrizionale e, all'esito del computo, il termine non risulti ancora decorso alla data della decisione impugnata.
  • Ai fini del calcolo della prescrizione, la sospensione va conteggiata secondo la disciplina vigente dell'art. 159 c.p. nel testo applicabile ratione temporis e secondo gli arresti delle Sezioni Unite richiamati dalla Corte.
  • Quando il ricorso per cassazione si fonda esclusivamente sull'assunto erroneo che il reato sia prescritto, ma il termine non sia ancora maturato secondo il computo legale, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento della somma in favore della Cassa delle ammende, nei limiti indicati dalla decisione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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