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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27641/2024 del 11/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la condanna per i reati di minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. Il ricorrente deduceva vizio di motivazione per eccessività della pena rispetto a quella inflitta ad altri imputati piu gravati e per omessa motivazione sugli aumenti per continuazione; inoltre lamentava una inesatta qualificazione testuale dei capi 9) e 16) come resistenza a pubblico ufficiale mentre il capo 18), unico di tal specie, era stato assolto in primo grado.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha qualificato la menzione di resistenza nei capi 9) e 16) come mera inesattezza testuale, irrilevante alla decisione poiché i fatti non sono contestati e le fattispecie hanno pena edittale identica; ha ritenuto adeguata la motivazione della Corte territoriale, che ha valorizzato la pluralita delle persone offese come motivo di congruita della pena complessiva, includendo anche la porzione per la continuazione. Ha inoltre rilevato che l'aumento per continuazione e minimo (pena finale 9 mesi vs minimo edittale di 6 mesi previsto dall'art. 336 c.p.) e che la valutazione della misura della pena in Cassazione e sindacabile solo se arbitraria o non motivata, essendo sufficiente anche una formula come pena congrua. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 336 cod. pen.

    Indica il minimo edittale (sei mesi) per il reato piu grave considerato; la Corte usa questo parametro per valutare che la pena complessiva di nove mesi non sia sproporzionata.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    art. 616, cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo per il proponente del ricorso di sopportarne le spese in caso di rigetto; applicato qui per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

  • principio giurisprudenziale sulla sindacabilità della pena in Cassazione

    Sez. 3, n. 29968 del 22/02/2019; Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017; Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013

    La misura della pena e sindacabile in Cassazione solo se arbitraria o non motivata; e sufficiente una motivazione sintetica (espressioni tipo pena congrua) salvo che la pena irrogata sia di gran lunga superiore alla media edittale, caso in cui serve spiegazione dettagliata del ragionamento.

Massime di principio

  • Una inesattezza formale nella qualificazione del reato (es. indicazione errata della resistenza invece di minaccia/violenza) e irrilevante se i fatti non sono contestati e le fattispecie hanno identica pena edittale.
  • La Corte puo ritenere la pena congrua anche con una motivazione sintetica; e richiesta motivazione piu dettagliata solo se la pena e molto superiore alla misura media prevista dal legislatore.
  • L'aumento di pena per continuazione puo essere compreso nella valutazione complessiva di congruita purché la Corte indichi la ragione complessiva (es. pluralita delle persone offese) che giustifica la quantificazione.
  • Chi propone ricorso in cassazione e condannato alle spese se il ricorso viene rigettato, salvo diverse disposizioni; quindi valutare attentamente le prospettazioni di merito prima di impugnare.
  • Per avere successo in cassazione e necessario dimostrare un concreto vizio di motivazione o arbitrarieta nella determinazione della pena; censure puramente formali o generiche sono di norma insufficienti.

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